Libri,  Romanzo

Intervista ad Alessio Romano tra viaggi letteratura e cucina

Buongiorno cari lettori, bentornati nel nostro angolo interviste. Oggi con noi Alessio Romano! Ecco a voi l’intervista…

Benvenuto Alessio, è un piacere ri-ospitarti nel nostro blog. Qualche giorno fa abbiamo ascoltato un’audio-recensione del tuo D’amore e Baccalà, raccontato e recensito dalla nostra Stefania.

Ma adesso iniziamo l’intervista! 

Com’è nata la tua passione per la scrittura e la lettura?

Sono cresciuto in una famiglia dove praticamente tutti lavoravano nel mondo della scuola: erano insegnanti sia i miei nonni che i miei genitori. Quindi ho sempre avuto familiarità con il mondo dei libri e sono diventato presto un appassionato lettore. La voglia di scrivere è venuta un po’ più tardi ed è stata la scoperta di una vocazione che non mi ha più abbandonato.

Il tuo primo romanzo, Paradise for all (Fazi editore 2006), è un giallo ambientato alla Scuola Holden – dove ha istudiato Tecniche della narrazione e oggi insegni. E’ stato salutato dal critico del «Corriere della Sera», Antonio d’Orrico, come “uno dei migliori esordi della stagione”.

Successivamente hai scritto Solo sigari quando è festa (Bompiani 2015) e hai curato la raccolta di racconti Gli stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis (NEO edizioni, 2017).

Dopo due intensi thriller, una guida di viaggio romantica e saporita: voglia di leggerezza?

Sì, assolutamente. È stato finalmente il mio primo libro senza un morto ammazzato. E univa la mie tre più grandi passioni: il viaggio, la letteratura e la cucina. Mi piacerebbe molto in futuro mettermi in gioco con altri genere letterari ancora. Ma per ora sono tornano al thriller con il romanzo che sto scrivendo in questi giorni.

Se dovessi creare una playlist o una colonna sonora per questo tuo ultimo libro quale sarebbe?

Dato che sarebbe fin troppo banale suggerire una playlist a base di Fado (della divina Amália Rodrigues ovviamente, ma anche con brani della giovane Ana Moura o dei Madredeus con le loro contaminazioni folk moderne), provo a suggerire la musica di Rodrigo Amarante, molto famoso per la sua sigla di Narcos e che ho visto dal vivo da poco in Abruzzo al Siren festival.

Se dovessi scegliere un colore per descrivere il tuo libro?

Userei colori accesi e forti come quelli della bellissima copertina (posso dirlo perché non l’ho scelta io!).

Quindi, non scegli personalmente le cover dei tuoi libri?

No, anche se sicuramente ho dato suggerimenti e ho detto la mia opinione. Mi sono sempre fidato dei miei editori. E devo dire che comunque sono molto soddisfatto delle copertine scelte. In particolare quella di “D’amore e baccalà” la trovo molto azzeccata. C’è la rappresentazione di un elemento della tradizione di Lisbona (la fadista Maria Severa) ma in chiave pop, moderna, tratta da un famoso murales ironico e poetico allo stesso tempo.

Una piccola curiosità: perché la scelta proprio del Ragionier Fantozzi, come citazione del desiderio di salire su quel tram?

Per rendere un omaggio al grande Paolo Villaggio. Era giusto perché l’idea della caduta dal mitico Tram 28, da cui ha inizio tutta la storia che racconto, nasce dal ricordo della caduta di Fantozzi dall’autobus che tenta di prendere al volo.

Come vivi il rapporto con la rete e i social?

Per quanto riguarda i social da una parte con una profonda inquietudine che è diventata uno dei temi di “Solo sigari quando è festa”, dove un serial killer uccide usando Facebook. Ma dall’altra trovo molto bella la possibilità di un confronto immediato con i lettori, oltre all’aiuto dei social a promuovere iniziative culturali. La rete invece rappresenta uno strumento di ricerca prezioso, anche se si corre il rischio di diventare un po’ pigri. Comunque cerco di non esagerare con nessuna delle due cose.

Momento promo dell’intervista… Prova a convincere il lettore ad acquistare i tuoi libri.

Sperando di non sembrare (troppo) un rappresentante porta a porta potrei dire che “Paradise for All” è un buon libro per scoprirne altri da leggere, “Solo sigari quando è festa” lo è per ragionare su terremoti e social network e “D’amore e baccalà” per viaggiare a Lisbona stando comodi in poltrona.

Non puoi lasciarci senza un accenno al tuo prossimo progetto…

Uscirà prestissimo per Avagliano. Per ora posso solo dire che è un libro fotografico di cui sono il curatore e che ha qualcosa a che fare con Virginia Wolf.

Bene… Ti ringraziamo per esser stato qui con noi! Alla prossima settimana e alla prossima intervista!

Trentenne in cerca della sua strada nel mondo. Amo leggere e perdermi tra le pagine di un libro, viaggiare con la mente in posti che non conosco, vivendo un'infinità di vite e storie. Girovagando sul web, sono inciampata ne "La Bottega dei libri", un piccolo grande ritrovo per gli amanti della lettura come me. Quindi eccomi qui a scrivere e condividere con voi questa passione...

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