Buongiorno cari lettori, bentornati nel nostro angolo delle interviste. Oggi con noi Vladimiro Maccari! Ecco a voi l’intervista…

 

Buongiorno Vladimiro e benvenuto nel nostro salottino delle interviste di Bottega. Il nostro Luca ha recensito con estremo piacere il suo romanzo La Gladiatrice e ha preparato qualche domanda per Lei.

Come nasce la passione per la storia in un insegnante di fisica e matematica?

Nasce da lontano. Essenzialmente è merito di mio padre, dei suoi racconti e della grande mole di libri che possediamo in casa. Poi, abitando vicino Roma, è naturale sentire un certo legame con la storia. Della storia trovo stupefacente che ciò di cui leggo, al contrario di un romanzo o di una qualsiasi opera di finzione, sia accaduto davvero.

Il personaggio di Eilis è frutto della sua fantasia o si è ispirato a un personaggio realmente esistito?

Eilis è frutto di fantasia, ma prende a prestito molto dalle fonti dell’epoca. L’esistenza delle gladiatrici è ben documentata, come ho scritto anche sul mio blog. Ho voluto quindi ricordare tutte quelle donne, per lo più costrette dalle circostanze, che combatterono nell’arena. Al contrario dei gladiatori maschi, riveriti dalla folla, le gladiatrici furono sempre mal viste dalle autorità perché una donna che combatteva sfidava molti dei tabù romani.

Eilis non incarna la figura dell’eroina in senso stretto, è una donna che non nasconde le sue fragilità verso chi ha la sua fiducia. È proprio per questo che entra in empatia con il lettore, per la sua umanità.

Sono davvero contento di queste parole, è proprio quello a cui miravo. Credo che per quanto una persona possa vivere brutte situazioni ed essere moralmente o fisicamente violentata, mantiene intatta la sua dignità di persona, con le sue forze e le sue fragilità. Anche in una situazione estrema quale è quella della nostra protagonista!

Da dove viene la scelta del particolare periodo storico?

L’antica Roma è sempre stata una mia grande passione. E’ il periodo che storicamente conosco meglio e in cui mi sento più “sicuro” nella scrittura. Ho molto meditato sulla scelta dell’imperatore sotto il cui regno ambientare le vicende. Per la mia trama, volevo un imperatore severo ma non folle e nemico dell’aristocrazia. Domiziano si è rivelato la scelta adatto.

E’ già pronto il secondo romanzo?

E’ in fase di scrittura! Nel primo romanzo ho preferito una narrazione veloce e senza fronzoli, motivo per cui ho scelto una “anonima città del nord Italia”, come Manzoni. Nel secondo voglio dare un respiro più ampio alle vicende. Sarà ambientato a Roma, perciò è richiesta una documentazione molto più approfondita. Posso anticipare che sarà ambientato durante il regno di Traiano.

Mi ha colpito molto la cura dei dettagli in tutti i suoi aspetti. La descrizione delle personalità dei personaggi storici realmente esistiti (Domiziano e Nerva) risponde a vero o ne ha delineato lei i tratti?

Per Domiziano disponiamo di molte fonti, quindi ho potuto ben documentarmi. Mi sono basato soprattutto sull’opera di Svetonio, la Vita dei Cesari. Una cosa mi ha colpito di Domiziano: il suo aspetto all’apparenza bonario e quasi fanciullesco unito alla sua capacità di essere severo fino alla crudeltà. Nerva, invece, è un enigma anche per gli storici: di lui si sa molto poco e la sua carriera, pur se documentata, è inusuale per l’epoca. E’ notevole il suo riuscire a “rimanere in sella” sotto tutti i sovrani da Nerone in poi.

Una mia curiosità: ha scelto di chiamare il protagonista maschile Gaio Valerio in onore di Catullo?

All’inizio è stato un caso, poi mi son reso conto della coincidenza e ho insistito. La consapevolezza che il nostro protagonista acquista nel corso del romanzo è per certi versi catulliana, anche se lui ovviamente non lo ammetterebbe mai, anzi!

Continuerà con l’ambientazione in epoca romana o cambierà periodo storico?

Penso proprio che continuerò con l’ambientazione romana. E’ quella che conosco meglio ed inoltre, per la sua incredibile durata e vastità, offre spunti infiniti. Milleduecento anni di storia estesi in tutto il bacino del Mediterraneo e anche oltre: c’è materiale per decine di romanzi di tutti i generi!

Ha in progetto la realizzazione di una saga?

Non penso una saga, ma un seguito sicuramente sì. Poi, è difficile dire dove mi porterà la scrittura. E’ il bello di scrivere: i personaggi, una volta che si è scritta la loro origine, il loro carattere eccetera si plasmano da soli.

Quale personalità della storia romana, sia Repubblicana che imperiale, l’ha affascinata di più e perché?

Senza dubbio il dittatore Lucio Cornelio Silla. Il merito è di Colleen McCullough e di come descrive la sua ascesa al potere partendo da una condizione umilissima e decaduta: un vero e proprio inno alla forza di volontà, per quanto non privo di aspetti crudeli.

Vuole salutare i nostri lettori?

Certo! Per saperne di più sul mio romanzo e sulla Storia dietro la storia invito a seguire il mio blog “Narrare di Storia” dove ho scritto molti articoli di approfondimenti sul mondo dei gladiatori, sui giochi nel circo e sulle gladiatrici.

Vi saluto con Seneca e il suo “De vita beata”: La felicità vera è nella virtù.

Grazie mille per esser stato qui con noi. A tutti voi, lettori, diamo appuntamento alla prossima intervista.

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