Giallo

Intervista a Virginia less, “esordiente attempata” che da voce alle nonne col suo blog

 

Buongiorno cari lettori, bentornati nel nostro angolo interviste. Oggi con noi Virginia Less! Ecco a voi l’intervista…

Benvenuta Virginia, è un piacere averti qui. La nostra Maura ha recentemente letto il tuo ultimo romanzo Declinazioni.

Ma rompiamo subito il ghiaccio e iniziamo l’intervista! 

Com’è nata la tua passione per la scrittura e la lettura?

Mi definisco, scherzando ma non troppo, un’esordiente attempata: ho infatti cominciato a scrivere storie dopo il pensionamento. Però ne leggevo fin da bambina e ho cercato di riservare alla letteratura uno spazio di libertà tra le letture, pur interessanti e gradite, collegate a studio e lavoro.
La separazione in verità non è così netta: limitiamoci a due romanzi famosi. Guerra e pace consente di cogliere aspetti significativi l’età napoleonica; Il nome della rosa rende viva e “corposa” la filosofia scolastica, chiarisce e attualizza i fondamenti delle istanze ereticali. È anche un bel giallo, genere in certo senso popolare. Che apprezzo e ho privilegiato anche nella scrittura.

Che generi letterari ti piace leggere?

L’ età mi ha consentito di accostare, e spesso riprendere con gradimento, buona parte dei classici, quelli che figurano negli elenchi degli X libri che tutti dovremmo aver letto. Variano un po’ il numero e i titoli, perché ne valga la pena lo ha spiegato bene Calvino.
Naturalmente mi piacciono i gialli, non di necessità tradizionali, comunque ben organizzati sul piano logico- deduttivo e possibilmente espressivi della realtà dei paesi in cui sono ambientati. Non rammento chi ha definito i giallisti gli unici autori odierni interessati al sociale: concordo.
Leggo volentieri anche mainstream contemporanei: bravi diversi italiani, donne in particolare.

Oltre alla scrittura e alla lettura hai altre passioni?

La passione per la vela precede di molti anni quella per la scrittura. La trovo affascinante: razionalissima e insieme fantasiosa, antica e all’avanguardia. Ho fatto crociere nel Mediterraneo e partecipato a regate amatoriali. Sono vistosamente marinareschi i miei due gialli: Mal di mare, raccolta di sette racconti a protagonista unico, e Devi orzare, Baal!, romanzo tutto dedicato alle competizioni veliche.
Amo molto anche la montagna, sia invernale che estiva: la mia zona preferita sono le Dolomiti del Primiero, dominate dalle splendide Pale di S. Martino. La nostra casa è nel Lazio, in campagna; occuparsi degli animali domestici e svolgere lavoretti agricoli mi consente di riflettere in modo rilassato su trame e personaggi.

Parliamo del romanzo Declinazioni. Nelle lettura del tuo romanzo abbiamo incontrato diversi refusi. Cosa pensi del lavoro degli editor? Rivestono un ruolo importante?

Di “Declinazioni” dobbiamo parlare purtroppo al passato, almeno in questo momento. Ho infatti rescisso con grande anticipo il contratto editoriale a seguito di un cospicuo numero di difettosità e inadempienze su cui stendo un velo (non tanto) pietoso. I refusi sono uno degli aspetti della mal riuscita pubblicazione. Ho buone possibilità di riproporlo, giudicherete (mi auguro!) la nuova versione.
Il lavoro di un bravo editor è fondamentale per la riuscita di un libro. In estrema sintesi, egli migliora e valorizza il testo: indica incongruenze e prolissità, suggerisce tagli e migliorie. E ha un rapporto “dialettico” con l’autore, cui competono gli interventi. Naturalmente non dovrebbero sfuggirgli gli errori banali -spesso “invisibili” per chi li ha commessi- ed è grave che si mostri impreparato su argomenti di cui, accettando il testo, ha l’obbligo di documentarsi in misura sufficiente al bisogno. A volte capita.

Un romanzo con tre protagoniste e scritto in terza persona. Come mai questa scelta?

Nel mettere a punto la trama, avevo pensato di usare la terza persona per le parti al presente e la prima per i flashback. Il narratore interno multifocale mi è poi sembrato più adatto a rendere il distacco critico delle protagoniste da se stesse. A distanza di tanti anni, si vedono, giudicano, talvolta compiangono. E possono far comprendere in modo più “snello”, credo, i problemi che le affliggono.

A volte i ruoli delle protagoniste non risultano chiari. Riproporresti questo tipo di stesura?

Tranne che in due punti, dove si è verificato (a proposito di editing!) un deplorevole scambio di nomi, ritengo lo siano. I capitoli hanno quasi tutti una protagonista dichiarata, il cui punto di vista è gestito secondo i canoni. In quelli che richiedono l’ alternanza dei personaggi ho utilizzato degli stacchi evidenti.
Malgrado le vicissitudini editoriali, il romanzo è stato protagonista di due eventi, letto e commentato da diverse persone; ho anche partecipato a un gruppo di lettura che l’aveva scelto. I ruoli non hanno creato difficoltà. Più dibattuta la funzione delle pagine filosofiche e socio-politiche: gradite o d’impaccio a seconda dei retroterra individuali.
Potrei riproporre questo tipo di stesura? Sì, qualora fosse adatta alla trama…

Scegli personalmente le cover dei tuoi libri?

Solo per “Declinazioni”: mostra la porta di una casa di Fondi in cui ho abitato, mi è stato consentito l’uso di una fotografia edita. Le altre sono state proposte dagli editori.

Come vivi il rapporto con la rete e i social?

Con realistico equilibrio, mi consento di dichiarare! Mi sono accostata al digitale fin dalle origini, non ho problemi a farne uso e ne apprezzo i vantaggi. Il web riduce i tempi, facilita l’informazione, accresce le possibilità di comunicare e via enumerando. I social mettono in rapporto le persone, a volte in modo interessante e costruttivo, altre meno. Sono al corrente di relazioni amichevoli divenute reali e persino sfociate in matrimoni.
Non meraviglia né dovrebbe scandalizzare che la rete presenti anche molti inconvenienti: consente (induce?) un approccio dispersivo, autoreferenziale, logorroico quanto disattento, non selettivo, superficiale. Non sempre e comunque, sia chiaro. Può allargare la visuale, promuovere relazioni positive, risolvere problemi, persino accrescere le conoscenze.
Il “paradosso” è che il suo buon uso richiederebbe utilizzatori forniti di un retroterra culturale adeguato, (auto) critici e piuttosto diffidenti.
Proprio le caratteristiche che essa medesima (e non solo, per carità) deprime e spesso svilisce. Per giunta le tecniche di cui si avvale evidenziano ormai una una considerevole obsolescenza. Talvolta emerge e produce guai (facebook docet!).

Prova a convincere il lettore ad acquistare il tuo libro.

Appena sarà ripubblicato, ovviamente! Ho ricevuto delle proposte, conto che avvenga entro l’anno.
Le tre protagoniste sono empatiche e interessanti, i loro segreti hanno un forte impatto esistenziale nonché socio-politico. E vengono alla luce con un taglio narrativo da giallo, che tiene desta l’attenzione del lettore. L’ambientazione nel mio paese d’origine è accurata quanto emblematica; le pagine “colte” (non molte!) sono funzionali alla caratterizzazione del luogo e dei personaggi.

Un accenno al tuo prossimo progetto…

La trasformazione in docu-romanzo del mio blog Noi nonne. Credo di poter ricavare dallo sguardo della “categoria” uno spaccato eloquente di famiglia e società odierne.
E spero di pubblicare un giallo politico-marinaresco cui tengo molto, revisionato con impegno negli ultimi mesi.

Ti facciamo un grosso in bocca al lupo e a voi tutti diamo appuntamento alla prossima intervista!

 

 

Trentenne in cerca della sua strada nel mondo. Amo leggere e perdermi tra le pagine di un libro, viaggiare con la mente in posti che non conosco, vivendo un'infinità di vite e storie. Girovagando sul web, sono inciampata ne "La Bottega dei libri", un piccolo grande ritrovo per gli amanti della lettura come me. Quindi eccomi qui a scrivere e condividere con voi questa passione...

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