E siamo di nuovo qui, agosto è ormai iniziato e noi… imperterriti rimaniamo incollati alle poltroncine della nostra Bottega per ospitare un altro autore che molto abbiamo apprezzato…

Vogliamo quindi dare il benvenuto a Sergio L. Duma, autore del romanzo thriller Occhi Blu al quale vogliamo assolutamente porre qualche domanda… E partiamo allora con il nostro primo quesito!

Dove ha trovato lo spunto per scrivere questo libro?

L’idea iniziale di ‘Occhi Blu’ è nata dopo aver visto in televisione il filmato del crollo delle Torri Gemelle. Ne sono stato ossessionato e credo che sia stato così anche per altre persone. Mi venne, quindi, in mente la storia di un serial killer, una specie di Patrick Bateman italiano, che in qualche modo apprezza il filmato. In seguito ebbi modo di leggere un articolo sul compositore tedesco Karlheinz Stockhausen che definì l’attentato “la più grande opera d’arte possibile nell’intero cosmo”. Naturalmente, suscitò l’indignazione generale ma di fatto quella frase provocatoria esprimeva il senso autentico dell’arte post-moderna e si collegava alle esperienze surrealiste e dadaiste. Lo stesso André Breton sosteneva che “l’unico atto realmente surrealista consiste nell’uscire di casa e sparare a caso ai passanti”. Esagerazioni, ovviamente, che però mi sono servite a delineare la psicologia del protagonista del mio romanzo, un assassino che considera gli omicidi alla stregua di atti artistici di impostazione surrealista e dadaista e ritiene che Osama Bin Laden sia uno dei più grandi artisti contemporanei.

Ci sono state difficoltà nell’esprimere scene così cruente?

 No. Quando scrivo sono distaccato da ciò che racconto ed è come se non fossi davvero io a scrivere. Mi sento come qualcuno che capta idee provenienti da un’altra dimensione che non gli appartengono realmente. Mentre scrivevo ‘Occhi Blu’ ero quasi in trance e ‘osservavo’ tutto ciò che il protagonista pensava, diceva e faceva alla stregua dello spettatore di un film.

 A cosa è dovuto il fatto che, nel libro, sono presenti molti riferimenti a guerre e stragi già accadute?

 Sì, i riferimenti alle guerre e alle stragi sono ricorrenti. Volevo evocare uno stato costante di tensione e pericolo, alimentato dai mezzi di comunicazione. Del resto, nel periodo immediatamente successivo all’undici settembre, giornali, televisioni e siti Internet usavano in continuazione termini come ‘terrorismo’, ‘guerra’ e così via. Era come se volessero, appunto, creare un clima di tensione. Ho cercato, quindi, di ricreare questa atmosfera psicologica.

Ha già in programma di scriverne altri?

Scrivo in continuazione e ci sono diverse mie opere che non sono ancora state pubblicate. Di solito, però, i miei romanzi sono una commistione di generi. A parte ‘Occhi Blu’, ho pubblicato solo due thriller propriamente detti: ‘Scorpio Baby Rose’ (Teomedia), una specie di Twin Peaks ambientato in un paese di provincia italiano, e ‘Arcani Maggiori’ (Bibliotheka Edizioni), un thriller/noir incentrato sulle figure dei Tarocchi e sulle vicende di un’intricata soap opera. Gli altri miei libri sono, invece, un mix di generi. Certamente ci sono suggestioni thriller; ma non mancano elementi horror e fantascientifici e riferimenti mistico/esoterici. Potrei definirli Avant-Pop, secondo la concezione del critico americano Larry McCaffery.

Che cosa l’affascina del mondo thriller?

Come ho già spiegato, in genere non scrivo thriller nel senso classico della definizione. Tuttavia, da lettore, in un thriller apprezzo la costruzione della trama, la capacità dello scrittore di creare suspense e l’analisi psicologica dei personaggi che, in un thriller degno di questo nome, sono quasi sempre moralmente ambigui e non classificabili nella classica distinzione buono/cattivo. Naturalmente, mi riferisco ai thriller ben riusciti, come quelli di James Ellroy, per esempio, uno scrittore che apprezzo molto.

Ha preso spunto da qualcosa in particolare per la stesura di questo libro?

 Oltre al filmato del crollo delle Torri Gemelle, ho avuto presente ‘American Psycho’ di Bret Easton Ellis, uno dei miei scrittori preferiti. Volevo scrivere una specie di American Psycho in versione italiana.

Crede che nella mente umana, sia possibile arrivare a così tanta atrocità?

 Purtroppo sì. Lo credo.

Nel suo libro si riferisce spesso alla guerra in Iraq, cita spesso Bin Laden, gli islamici e talebani. C’è qualche collegamento in particolare?

Come ho già spiegato, volevo evocare un clima di violenza e di tensione e queste immagini insistenti mi sono servite per raggiungere questo obiettivo.

Cosa ne pensa delle guerre che “affrontiamo”, al giorno d’oggi?

Credo che siano motivate dalle pulsioni più discutibili del genere umano, di natura politica ed economica, ma ci vengono sempre presentate con il pretesto della ‘civiltà’ e della ‘democrazia’.

Ambienta il suo libro in una località che non viene mai menzionata, perché questa scelta?

‘Occhi Blu’ si colloca in una grande città italiana che potrebbe essere Roma o Milano. Non mi interessava specificare il luogo, anche perché ‘Occhi Blu’ si svolge prevalentemente nella psiche del protagonista e noi vediamo tutto tramite lui. Il romanzo, in fondo, è ambientato in uno stato mentale e non tanto in un luogo fisico. Allo scopo di evidenziare questo aspetto, ho preferito non fornire specifiche informazioni sulla città in cui si svolge la trama. Sarà il lettore a scegliere quella che preferisce, se ritiene di volerlo fare.

Ha la passione per il genere thriller?

Sì, ho già detto che amo molto leggere thriller. Tuttavia, apprezzo pure libri di diverso genere e preferisco le commistioni.

Sarebbe disposto a scrivere per altri generi?

L’ho già fatto. L’anno scorso ho scritto un romanzo d’amore, tuttora inedito. Più che altro è una storia che ha a che fare con il senso della perdita. Si tratta, comunque, di una love story piuttosto strana, con riferimenti all’occultismo e all’esoterismo, però priva di violenza e sesso. L’amore è l’elemento predominante della vicenda. Riguarda un uomo che cerca la moglie scomparsa, una donna di cui è perdutamente innamorato e che è al centro di un mistero.

 

Molto bene, dire che con questa ultima domanda possiamo salutarci. La ringraziamo per essere stato ospite al nostro salottino e speriamo vivamente di poter leggere qualche altra sua nuovissima opera.-

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