Distopico,  Fantasy

Intervista a Paolo Ceccarini tra fragilità, riflessioni e chiaroscuri

Buongiorno cari lettori, bentornati nel nostro angolo interviste. Oggi con noi Paolo Ceccarini! Ecco a voi l’intervista…

Benvenuto Paolo, è un piacere averti qui. Abbiam avuto recentemente il piacere di leggere il tuo ultimo romanzo: Sinola, Prospero Editore, un fantasy distopico recensito dalla nostra Emanuela.

Ma rompiamo subito il ghiaccio e iniziamo l’intervista! Com’è nata la tua passione per la scrittura e la lettura?

Leggere è una necessità nata dall’urgenza di trovare un modo per stare al mondo. Non ha niente a che vedere col desiderio di passare il tempo. Tolti gli studi scolastici e poi accademici, da giovanissimo leggevo molta poesia. Più avanti, tra i ventuno e i ventisette anni, mi sono dedicato principalmente a testi di filosofia orientale. Ora leggo soprattutto romanzi, ma non abbandono mai la saggistica. La penso un po’ come Jack London: uno scrittore vero deve maturare un sistema filosofico compiuto e uno stile di vita personale. La scrittura, similmente alla lettura, viene dal bisogno di ricercare, capire e rielaborare. Sinola, ad esempio, è stato uno strumento per affrontare alcune mie fragilità e corroborare una riflessione sulla nostra condizione di esseri umani.

Oltre alla scrittura e alla lettura hai altre passioni?

Ne ho fin troppe! Ho studiato batteria dai sedici ai vent’anni. La musica è da sempre presente nella mia vita, anche se ora, per questioni di tempo, mi limito ad ascoltarla (e a spaccarmi le ossa ai concerti); adoro fare sport; mi piace viaggiare, ma qui la faccenda si complica: ci vogliono parecchi soldi!

Sinola è un romanzo che guarda a un futuro freddo e povero di empatia… Se dovessi dare un colore al tuo romanzo che colore avrebbe?

Premesso che sono leggermente daltonico, credo che Sinola sia una specie di arcobaleno che comprende anche il grigio e il nero. D’altronde racconta un intero microcosmo: se non avesse chiaroscuri – amore e odio, conflitti e desiderio di pace, solitudine e unione – non sarebbe credibile.

…Tra nomi di città e invenzioni di ogni tipo, incontro personaggi davvero originali e stravaganti. In principio fanno fatica a stringere un legame tra loro, ma attraverso delle esperienze assurde, riscoprono qualcosa che sembra essere sepolto da generazioni: la condivisione, che diventa subito una necessità unica per riuscire in questa impresa titanica guidata da due visionari che non mollano mai. Sid e Dan, i due giovani mutanti, per me rappresentano il vero inizio, il battito del racconto… (Emanuela)

Per capire meglio la tua storia: ci suggeriresti delle letture che ti sono state d’ispirazione?

Nel libro sono confluite le riflessioni scaturite dagli studi universitari in comunicazione politica, sociologia e storia. Sinola contiene un’idea del potere e delle sue implicazioni, dell’impiego antidemocratico e mistificatorio dei mass media. A questo proposito suggerirei di leggere 1984 di Orwell. Sinola, in più, apre una strada alla spiritualità come alternativa alla società dei consumi. Sull’argomento, consiglierei un libro introduttivo intitolato L’arte della felicità, in cui il Dalai Lama si confronta con Howard C. Cutler, noto psichiatra americano, sui problemi del quotidiano. La storia di Sid, invece, è vagamente ispirata a Eugenie Grandet di Balzac. Può sembrare strano che un classico sia d’ispirazione per un personaggio di fantasia, ma è proprio così.

Ci sono tanti personaggi che conducono la narrazione ma c’è un vero e proprio protagonista?

Il vero protagonista, in fondo, è Sid. La sua vicenda viene narrata con maggiore profondità rispetto a quella degli altri personaggi. Inoltre tutti gli eventi di Sinola, anche quelli che non lo riguardano direttamente, hanno un peso evidente nella sua vita: sul suo corpo si leggono i risultati di un mondo impegnato in una barbara lotta per il potere. La mutazione genetica che lo affligge, conseguenza di un’esplosione nucleare, lo porta a rifiutare se stesso e, in qualche modo, la vita.

La diversità tra “umanoidi” è un tema trattato con chiarezza, c’è però qualcosa che unisce tutti questi?

La sostanziale diversità fisica e culturale dei personaggi principali di Sinola si annulla grazie a uno scopo condiviso: arrestare l’espansione di un totalitarismo che sta soggiogando gran parte del pianeta. Un altro aspetto che li accomuna, ma solo in senso lato, è il bisogno di trasformare se stessi: tutti i personaggi hanno un conflitto interiore da risolvere, e il viaggio che intraprendono per la loro missione diventa uno strumento di ricerca interiore.

Nella nostra era digitale gli scrittori sono sempre più social… Come vivi il rapporto con la rete?

Lo vivo con difficoltà. La rete andrebbe regolamentata: multinazionali come Amazon, disponendo di capitali assurdi, schiacciano le piccole imprese; Google, Facebook e compagnia ci offrono servizi dall’apparente gratuità che paghiamo con la nostra privacy. Frugare nelle nostre vite consente loro di inserirci in target di mercato e spingerci a consumare. Per non dire che i nostri dati rischiano di essere messi a disposizione del potere. Lo scandalo di Cambridge Analytica ne è una dimostrazione lampante. Ovviamente la rete ha i suoi lati positivi, ma credo che non bilancino quelli negativi.

Momento promo dell’intervista… Prova a convincere il lettore ad acquistare il tuo libro.

Sinola riesce a coniugare divertimento – si legge voracemente, così mi dicono tutti – e contenuti significativi. Attraverso una storia avvincente, il romanzo approfondisce un ampio spettro di emozioni umane e propone una riflessione su consumismo, potere e mass media. Al centro della vicenda c’è una storia d’amore molto particolare e struggente. Il fantastico non deve impaurire chi non è abituato a leggere romanzi di genere: Sinola parla delle contraddizioni dell’uomo contemporaneo; il mondo che racconta non è che una trasfigurazione del nostro.

Ed ora, per concludere, un accenno ai tuoi prossimi progetti…

Attualmente sto editando un romanzo che racconta le vicende amorose di due amici sulla trentina. È un romanzo brillante, ma anche molto realistico, quindi duro da digerire. Credo che sarà una lettura impegnativa per molte donne. Per gli uomini, invece, risulterà più divertente. Spero che non verrà censurato!

Rimaniamo in attesa di queste letture, ti ringraziamo e salutiamo!

A voi tutti diamo appuntamento alla prossima intervista! Buon weekend!

 

Trentenne in cerca della sua strada nel mondo. Amo leggere e perdermi tra le pagine di un libro, viaggiare con la mente in posti che non conosco, vivendo un'infinità di vite e storie. Girovagando sul web, sono inciampata ne "La Bottega dei libri", un piccolo grande ritrovo per gli amanti della lettura come me. Quindi eccomi qui a scrivere e condividere con voi questa passione...

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