Laura Leoni, autrice di “L’utopia di un architetto” chiacchiera con noi de La bottega dei libri, riguardo la scrittura e le sue passioni.
Da lettore cosa ti colpisce e che generi ti piace leggere?
Il lessico ricercato, le immagini suggestive, le metafore, le digressioni fantastiche. Per quanto riguarda un genere prediligo lo stile letterario romanzato, introspettivo, psicologico.
Oltre alla scrittura e alla lettura hai altre passioni?
In passato ho ricevuto diversi patrocini dai comuni e ho partecipato a diverse mostre personali di pittura.
Su commissione ho eseguito per la chiesa di Bagno Vignonisi un acquarello di S. Caterina da Siena e donato alla Basilica di Lucca un acquarello che raffigura S. Gemma Galgani.
Inoltre amo viaggiare in camper
Quando cominci a scrivere sai già tutta la trama?
Non costruisco la trama ma, sono i personaggi stessi che narrano. Un percorso affascinante in cui sono la prima lettrice delle mie storie.
L’utopia di un architetto è ambientata in un periodo complesso per l’Europa, perchè lo hai scelto? e perchè quei luoghi e non l’Italia
Con la frase “Che idea ti sei fatto Ulrich?” ho iniziato il mio romanzo. Un interrogativo che da tempo mi rimbalzava nella mente, finché ho provato a buttar giù qualcosa sulla carta. Ulrich, lo studente alla facoltà di architettura ambientato durante il periodo della Belle epoque, la grande guerra. La visione non poteva includere situazioni diverse.
Scegli personalmente le cover dei tuoi libri? Questa è molto particolare ci racconti come è nata?
Quando posso sono io a sceglierle. Per Ulrich e Liselote, i protagonisti del romanzo desideravo un immagine d’epoca e, quindi mi sono rivolta all’Archivio fotografico del Fratelli Alinari.
L’editing secondo te è fondamentale per la buona riuscita di un prodotto?
Sempreché l’editing sia svolto da persone competenti ne consegue la riuscita di un libro.
C’è uno scrittore che consideri un esempio da seguire?
Per la narrativa contemporanea mi sento di dover menzionare l’autrice Paola Capriolo e l’autore Matteo Melchiorre. Domenico Dara potrebbe invece sfruttare al meglio il suo talento e non perdersi in narrazioni poco significative. Volgendosi indietro potrei citare la prosa poetica di Giorgio Manganelli, il grande Herman Hesse come il saggista Pietro Citati un cui c’è molto da imparare.
Quanto è ancora importante la lettura dei classici?
È molto importante, è il nostro patrimonio letterario, una fonte d’ ispirazione su cui dobbiamo riflettere, apprendere, continuare a studiare.
Quanto sono importanti i social per uno scrittore?
Al momento, i social rappresentano l’unico mezzo per cui uno scrittore ha modo di farsi conoscere e diffondere le sue opere.
Un accenno al tuo prossimo progetto
Attualmente sto elaborando un romanzo che narra lo straordinario caso di Flaminia Rucci; una mistica e guaritrice, la quale attraverso delle locuzioni interiori percepisce S. Ildegarda e altri santi.
Grazie a Laura Leoni per essere stata con noi.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!