Hellen C. Worth
tra cuore e fuochi che animano gli animi
Cara Hellen, siamo felici di averti qui oggi. La nostra Pitti ha letto e recensito il tuo ultimo romanzo: Niente tranne te, edito Lettere Animate.
La passione per la lettura è nata in tenera età, trasmessami da mio padre, assiduo lettore. I libri sono sempre stati parte integrante della mia famiglia, la lettura una quotidiana abitudine. Sebbene non abbia seguito studi umanistici, ho sempre avuto particolare predilezione per ciò che concerne la lettura e la scrittura, cimentandomi, durante l’adolescenza, nella composizione di poesie e brevi racconti.Il primo romanzo, però, è nato solo sei anni fa, a seguito di un periodo in cui ero emotivamente molto provata. Dopo la nascita del secondo figlio ho sofferto di depressione post partum, ed ho trovato nella scrittura una forma di supporto alla terapia tradizionale. Impara ad amarmi, il mio primo libro, è stato un contenitore di emozioni troppo forti da contenere dentro me stessa.
Da lettrice del presente, invece, cosa ti colpisce e che genere ti piace leggere?
Amo spaziare tra generi diversi, dai testi più impegnati ed altri più leggeri. Il rosa è un genere che mi rilassa, in particolar modo gli storici.
Come dice la nostra Pitti ti va dato merito del fatto che nella protagonista, Giulia, ogni donna facilmente ci si può immedesimare perché “vive esperienze emotive e di quotidianità, fa incontri sbagliati e soprattutto si stima molto meno di quello che dovrebbe” proprio come capita o è capitato a tante di noi… Insomma, Giulia, una di noi! Dove hai preso l’ispirazione? chi è? quanto ti è vicina?
Molto poco, a dire il vero. Caratterizzare Giulia, così all’antitesi da quella che sono io, è stato un notevole sforzo. Quello che volevo era però plasmare un personaggio che potesse far riflettere il lettore, ci tenevo a far passare un messaggio: spesso l’apparenza inganna. Quella che Giulia indossa all’inizio del libro non è che una maschera, una caricatura di se stessa. Il cuore della ragazza è segnato dalla solitudine e dalla tristezza, e proprio quella maschera è la corazza di cui Giulia si veste per affrontare una realtà che percepisce come non sua ed ineluttabile. Solo quando prenderà coscienza del proprio potenziale, per mezzo della grinta scaturita dall’amore vero, Giulia sarà capace di dare una svolta alla sua vita.
Marco, un po’ “Un passo dal cielo” un po’ “Ultimo”. Cosa ti ha ispirato a farlo così?
Bellissima definizione per questo personaggio. Volevo assolutamente creare un uomo che ispirasse sentimenti forti. Volevo che risultasse facile da odiare, ma altrettanto impossibile da non amare. Sono molto attratta da personaggi dai contorni netti, con background difficili. E’ stato Marco a fare la storia, non il contrario. E’ stato egli stesso la base di partenza a cui poi si sono aggiunti situazioni, ambientazioni e personaggi.
Rosso, come il fuoco che domina l’animo dei protagonisti.
Quello che mi ha spinto a scrivere non sono i ricavi commerciali. Desidero semplicemente far sognare i lettori, dare loro una storia da portare a letto la sera, da accarezzare durante la notte, al limite del sogno. Vorrei che passassero tutte le forti emozioni ed i messaggi che ho cercato di imprimere in questo testo, e che possano magari servire come spunto di riflessione e di speranza.
