Ben ritrovati carissimi lettori! Come ogni sabato la nostra bellissima Bottega riapre le porte agli autori e oggi, abbiamo l’onore di ospitare un’autrice amatissima dai lettori più romantici… è con noi Felicia Kingsley!!!

 

 

Carissima Felicia, intanto volevamo ringraziarti  per aver scritto un libro divertente, ironico e nel contempo romantico come “Una Cenerentola a Manhattan”, come ho scritto nella recensione mi ha fatto tornare bambina e sognare ad occhi aperti.

Come è nata l’idea di scrivere di una Cenerentola moderna? Rimembranze di un’infanzia felice? Ti rispecchi in Riley?

È nata pensando all’ambizione delle persone di guadagnarsi una InstaFame, la fama gratuita di Instagram che incorona a celebrità persone anche prive di qualsivoglia capacità o talento (i cosiddetti famosi per essere famosi). Ho pensato che nel 2018 le sorellastre di Cenerentola sarebbero state due di queste. Cenerentola, ossia, Riley, l’ho costruita partendo dall’opposto. Mi rispecchio in lei in alcuni aspetti, per esempio, se mi trovo in una condizione che non mi piace, preferisco fare qualcosa per cambiarla, anziché aspettare che qualcuno la cambi per me.

Nel descrivere i personaggi dei tuoi libri ti ispiri a persone a te vicine o lavori di fantasia?

In genere sono tutti frutto della mia immaginazione, tranne… Sparkle Jones, l’antagonista in Stronze si nasce. Lei è ispirata alla “mia” stronza, la persona con la quale ho condiviso un periodo della mia vita, credendo fosse mia amica, ma che si è rivelata essere solo un’arrivista senza scrupoli.

Di solito chi scrive romanzi è una persona che ama leggere. Ti è mai successo che uno dei tuoi libri fosse “influenzato” da un libro letto nel passato?

Credo di no, se intendiamo alla lettera ispirazione come base di partenza per scrivere una mia storia. Cerco sempre di partire da mie idee. Se parliamo di rosa, la mia autrice preferita è la Kinsella, seguita da Julia Quinn per quanto riguarda i regency romance, ma a parte apprezzare, non cerco di ricalcarle.

Sei di fronte ad uno specchio, l’immagine di quale dei tuoi protagonisti vedresti riflesso e perché?

Direi Allegra di Stronze si nasce, perché essendo quello un romanzo che nasce dalle mie esperienze personali e nel quale ho travasato un po’ della mia storia, direi che è la protagonista che più di tutte mi somiglia.

Cosa vorresti per il tuo futuro? Quali sono le tue aspirazioni?

Be’, continuare a fare ciò che mi piace è in testa alla lista, ma le mie aspirazioni sono davvero dei sogni a occhi aperti. Mi piacerebbe vedere uno dei miei libri diventare un film (chi non lo vorrebbe) e mi piacerebbe prendere parte alla stesura della sceneggiatura.

 

Che consigli daresti a chi vuole intraprendere la carriera dello scrittore scrittrice?

Di scrivere, scrivere, scrivere, e ancora scrivere. Io sento di essere cambiata dalla Felicia che ha scritto Matrimonio di convenienza, ma non nel senso che ora scrivo cose diverse, ma perché “l’esercizio”, se così vogliamo chiamarlo, mi ha autoistruito, quindi più vado avanti più imparo a non commettere errori. Come tutte le cose, la pratica ci migliora. Per farti un esempio, Il codice Da Vinci, non è stata la prima opera di Dan Brown; prima di centrare il suo bestseller ne aveva scritti altri 3 di thriller.

Come e dove è nata la tua voglia di scrivere libri?

Ho iniziato a sentire l’esigenza di scrivere a 12 anni, lo facevo per me stessa, per divertimento, sui quadernini di scuola. Poi quando è arrivato il computer, ho cambiato mezzo, ma sempre scrittura per divertimento era. Ho conosciuto il mondo delle fanfiction e da lì ho imparato a conoscere un contesto in cui potevo anche condividere le mie storie. Infine, è arrivata l’autopubblicazione.

Come nascono i tuoi personaggi?

Di solito prendono vita da soli nella mia immaginazione, mi parlano, conversano tra loro e quando l’interazione diventa insistente, per me arriva il punto di dargli una storia. Sono loro il motore di tutto. Non li pianifico a tavolino.

Quanto c’è di te nei tuoi romanzi?

Tutto e niente. Lascio qualcosa di me in ogni romanzo, ma sono cose che si nascondono i piccoli dettagli, tipo Allegra di Stronze si nasce, che mangia prima i biscotti rotti di quelli interi; di Riley la sua totale incapacità di dire no, ma protagoniste a parte, c’è qualcosina di me in ogni singolo personaggio. Non è una cosa voluta, sono tracce che lascio quasi senza accorgermene.

Benissimo carissima Felicia, è stato davvero un piacere averti ospite qui nel nostro salottino.  Siamo già pronti per leggere in anteprima la tua prossima opera Due cuori in affitto, nella speranza di riaverti nuovamente qui con noi, ti mandiamo un forte abbraccio.

 

Scritto da:

Cristina Marangio

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.