Ed è di nuovo sabato pomeriggio e come ogni settimana siamo pronti ad ospitare uno degli autori di cui abbiamo recensito le opere in questi ultimi mesi… Ed è con piacere che vi presentiamo Camillo Carrea!!!

 

intervista camilllo carrea

 

Bentrovato Camillo e benvenuto nel nostro salottino che da ormai qualche anno ospita gli autori recensiti da Bottega…

La prima domanda che mi viene da farle dopo aver letto “L’ultima Luna”, visto che il romanzo è intriso di credenze, leggende e magia: lei è superstizioso?

Non lo sono, suppure è innegabile che io sia cresciuto in un contesto dove credenze popolari e religione spesso davano luogo a fenomeni di superstizione.

Da dove nasce questo amore per il mistero?

Credo dai racconti dei miei nonni, formidabili narratori di fatti lontani e misteriosi. Questo ha alimentato in me la passione per scrittori come Jorge Luis Borges, Isabel Allende, Garzia Marquez, Jorge Amado, Carlos Luis Zafon.

Le donne del suo romanzo sono destinate a morire sotto la Luna Nuova e le poche sopravvissute sono private della maternità. Come mai un’immagine così punitiva della donna?

Non ho inteso punire la donna con le mancate maternità, seppure il romanzo lascia intendere questo. Ho voluto mettere in risalto lo spopolamento inesorabile dei borghi dell’interno, nel centro sud, mondi ricchi di storie, di storia e di leggende che andranno a morire con essi, purtroppo, nell’indifferenza della politica e delle autorità.

Quale crede sia il ruolo della donna nella nostra società?

La donna incarna la vita. E’ appunto l’essenza e il simbolo della vita stessa. E’ eroica, sofferente, vittima di violenze  e pregiudizi, eppure è guida, faro, rifugio, saggezza. Nel romanzo, difatti, la loro morte va di pari passo con la morte del paese, dunque del mondo, o quantomeno la sua parte sensibile.

Oggettivamente il suo libro ha trama veramente originale che mi ha lasciata senza fiato. Le chiedo se nell’ambientazione c’è un luogo ben preciso al quale ti sei ispirato? Essendo io pugliese, nelle vie del paese ho rivisto tanti dei piccoli paesi della mia terra.

Ho attinto, per quanto riguarda la toponomastica, ad alcuni luoghi del paese nel quale vivo. Ma, come ha osservato lei, il paese descritto può essere benissimo il suo, in Puglia.

A questo punto passiamo al protagonista, Alessandro Attilio. C’è qualche somiglianza tra lei e questo personaggio?

Il personaggio è descritto in prima persona, dunque in più di un episodio mi sono ispirato a fatti della mia infanzia accaduti nella realtà, primo tra tutti quello dell’incipit, il trasferimento in una casa “vecchia, non antica” come tiene dire il protagonista.

I ragazzi protagonisti del romanzo vogliono rivoluzionare il mondo, vogliono baciarsi in pubblico, sognano di fare vite nuove e combattono contro il vecchio. Diciamo che, a differenza dei giovani degli anni 60/70, i nostri giovani hanno conquistato la maggior parte di queste cose. Ma lei che giovane è stato?

Ho osservato i giovani del mio paese, che posso considerare i miei fratelli maggiori, combattere contro una mentalità che non poteva essere certo considerata aperta, specie per quanto riguarda la donna. Oggi è tutto cambiato, per fortuna, e anche per merito di quei giovani, seppure sacche di arretratezza culturale e sociale resistono, in generale, e non solo a sud. Sono stato un giovane che ha visto la società trasformarsi, aprirsi, e dunque disposto a raccontare di quando non era così, per poter apprezzare ciò che abbiamo oggi.

Le donne nel romanzo muoiono sulle note di Chiaro di Luna di Debussy. Che importanza ha la musica nella vita e nella scrittura?

Credo che la musica sia fondamentale. E’ emozione pura. Rischio di essere banale, ma è la colonna sonora della vita. E’ il vento, la pioggia, le voci degli esseri viventi. Nella scrittura ha un ruolo fondamentale , per il mio modo di raccontare. Accompagna sempre il racconto e i protagonista. Il lettore deve ascoltare oltre che leggere.

A che genere di lettori consiglierebbe il suo libro?

A quelli che amano il mistero, le leggende tramandate da generazioni, i borghi come microcosmi che nascondono segreti e luoghi magici, la grande storia e le piccole storie che s’incrociano, la donna come una guida silenziosa, discreta, misterica e imprescindibile.

Ultima domanda ma doverosa, è già in cantiere un altro libro? Sarà ancora intriso di mistero e magia?

Appena terminato un altro romanzo. Anch’esso intriso di misteri e accadimenti inspiegabili, di storie e di personaggi che si rivelano solo alla fine, persino a se stessi. Questa volta il borgo è solo il punto di partenza, perché quasi tutto il romanzo si svolge in Spagna, tra Barcellona, Granada e Siviglia.

 

Molto bene Camillo, è stato per noi un vero piacere averla ospite del nostro salottino. Nella speranza di rileggerla molto presto con affetto la salutiamo e diamo appuntamento ai nostri lettori a sabato prossimo.

 

     

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