Buon sabato pomeriggio carissimi lettori, l’estate si sta rinfrescando e noi continuiamo ad ospitare gli autori nel nostro salottino!

Oggi qui con noi abbiamo le due autrici del romanzo scritto a quattro mani Forse un giorno

Loro sono Camilla Conti e Roberta Longo e noi abbiamo il piacere di fare due chiacchiere con loro…

Iniziamo con una domanda per conoscervi meglio. Andiamo alle origini: quando e come è iniziata la vostra passione per la scrittura?

Camilla: In realtà non avevo idea di avere una passione per la scrittura. Sono una lettrice e una gran pignola. Ogni volta che prendevo in mano un romanzo riuscivo a trovare sempre qualche difetto in ogni personaggio della storia e mi ritrovavo a pensare: se lo avessi scritto io, lo avrei fatto così. Quando ho conosciuto Roberta, grazie alla nostra amicizia e allo sprono reciproco, sono riuscita a realizzare questo sogno e, incredibile ma vero, a scoprire il mio amore per la scrittura e non solo per la lettura.

Roberta: Più o meno alle medie. Diciamo che, con i temi più creativi, ho scoperto che mi piaceva creare delle storie tutte mie. Crescendo ho continuato a farlo, per me stessa. Mi rilassava, mi permetteva di visualizzare le mie emozioni in un contesto diverso da quello reale. Ho un sacco di storie ben custodite nel mio cassetto, ma questa creata con Cami secondo me aveva quel qualcosa in più (rispetto alle mie precedenti) che meritava di spiccare il volo.

Una curiosità che mi ha afflitto mentre leggevo il libro… quanto vi siete ispirate alla vostre vite? C’è un particolare episodio che vi ha aiutate con la trama della storia? 

Roberta: Un giorno, parlando, Cami mi ha raccontato di un amore estivo a cui pensava ancora con tenerezza. Ci abbiamo fantasticato su e Alex e Sveva sono nati spontaneamente. Delle nostre vite c’è poco, in realtà. C’è moltissimo delle nostre emozioni. Quelle le abbiamo prestate volentieri ai nostri personaggi.

Ora una domanda un po’ più personale, e forse cattiva… Se dovreste scegliere, fra i personaggi del vostro libro, qual ‘ il vostro preferito? Quale, invece, vi piace meno?

Camilla: Il mio “amore” per Alex non è un segreto. È un personaggio a cui sono molto legata con tutte le sue insicurezze e i suoi giri mentali. Ma è un ragazzo dolce, gentile, attento. Il contrario di ciò che ormai si legge nella maggior parte dei Romance dove troviamo prepotenti e spesso anche violenti che trasmettono al lettore un messaggio veramente brutto.Di contro, non ho una particolare simpatia per Andrea. Troppo pignolo e pacato per i miei gusti.

Roberta: aaaaaahhhh!!! Questa domanda è perfida! Il mio personaggio preferito è Ginevra, ho un legame speciale con lei. Quello che mi piace meno, contro ogni previsione possibile, è Sveva. Io e lei, nella realtà, non potremmo mai andare d’accordo! 

Dal libro si evince una particolarità da non sottovalutare: siete amanti dell’universo potteriano. Qual è il personaggio che più ritenete simile a voi stesse, e quale invece, vi piacerebbe essere?

Camilla: Un personaggio che mi rappresenti nell’universo potteriano? Domanda difficile. Potrei azzardare con Lily Potter, per la sua dolcezza e per la sua amicizia con Piton, il bistrattato della scuola. Ho sempre avuto un animo un po’ “crocerossino”. Un personaggio che vorrei essere? Senza alcun dubbio Fred Weasley. Simpatico, irriverente, sarcastico e dispettoso… finché c’è da scherzare. Coraggioso e pronto ad affrontare anche la morte, quando c’è da combattere per il bene e per le persone che amiamo. Potrei scrivere un papiro al riguardo, ma spero che si capisca ciò che intendo dire!

Roberta: più che amante sono proprio fissata con Harry Potter. Ho 31 anni, e 20 di questi li ho passati amando questo mondo. Il mio personaggio preferito è Ginny Weasley ( ho chiamato così non solo la Ginevra del libro, ma anche mia figlia) e da ragazzina mi sentivo simile a lei. Crescendo, invece, ho scoperto di essere più come sua madre, Molly. 

In tutto il periodo impiegato alla stesura del libro, qual è stato il momento più difficile da attraversare nella vostra vita dovendo, suppongo, impiegare molto tempo alla scrittura? Quale, invece quello più difficile inerente al lavoro con il libro?

Camilla: Per quanto mi riguarda, il periodo più difficile è stato quello della revisione dove io e Roberta passavamo ore intere al telefono a scervellarci sulle correzioni, sullo stravolgimento e sul malefico “show! Don’t tell”, croce e delizia di qualsiasi scrittore. Ma la soddisfazione alla fine di ogni capitolo, ci ha ripagato di tutto il tempo che abbiamo inevitabilmente dovuto sottrarre alla nostra vita “reale”.

Roberta: in realtà, almeno personalmente, non ho avuto momenti difficili. È stato tutto naturale. Siamo entrambe mamme e lavoratrici per cui ci siamo prese tutto il tempo per scrivere senza fretta. Ho scritto nei ritagli di tempo, di notte, nei momenti di riposo dei miei figli. Si è incastrato tutto senza problemi. Se invece penso al momento più difficile per il libro, io personalmente ho faticato durante la revisione. Fremevo per terminare, volevo vedere questa storia spiccare il volo. Ero impaziente.

Spero di no, ma è stato difficile dividervi i ruoli fra voi due? Ci sono stati battibecchi? O è stato abbastanza facile per entrambe?

Diciamo che alle volte la stanchezza mista ai nostri caratteri non proprio malleabili ci hanno messe alla prova. Ma tanto sappiamo come siamo fatte, ci siamo date una pausa e ricominciavamo quando eravamo di nuovo rilassate. Non ci siamo mai divise i ruoli. Chi aveva l’idea giusta per quella determinata scena la scriveva. Facile e indolore!

Tornando alle origini, com’è iniziata la vostra di storia? Come vi siete conosciute?

 Ci siamo conosciute per caso grazie ad un gioco online e tra una chat e l’altra abbiamo iniziato a parlare e a conoscerci. Essendo molto simili, come nei migliori cliché, mica ci siamo state simpatiche da subito. Come disse Roberta una volta, per mesi ci siamo annusate come i cagnolini e niente, da quella frase in poi è stato amore!

E, invece, come avete capito che questa era la storia giusta da raccontare? Funziona come con l’abito da sposa, lo si indossa e si capisce dalla brillantezza degli occhi se è quello giusto o meno?

Come lo abbiamo capito, sinceramente non saprei dirlo. Abbiamo pensato fosse una storia capace di rappresentare tante lettrici. Un qualcosa con cui molte di noi si sono scontrate nella vita. Una storia tangibile e non irraggiungibile, con sentimenti veri e personaggi credibili

Ma cosa più importante, ci sarà un secondo libro dove si parlerà della nuova vita di Alex e Sveva e dei suoi amici, o lascerete tutto nelle mani della fantasia dei lettori?

A Natale uscirà una novella che farà da ponte tra Forse un giorno e il suo seguito. Ritroveremo tutti i personaggi, sveleremo un po’ di vita di Alex e Sveva dopo il matrimonio e introdurremo nuove situazioni. Ci sarà altri due capitoli probabilmente , ma saranno dedicato ad altri personaggi che già abbiamo incontrato e che, adesso, vogliono raccontare la loro storia.

Se in futuro dovreste scrivere altri libri, cambiereste il genere o preferireste restare sul genere di ‘Forse un giorno’? Se vi piacerebbe cambiare, quale scegliereste e perché?

Camilla: A me piacerebbe moltissimo scrivere un fantasy, adoro essere catapultata in un mondo fantastico e perdermi tra le pagine staccando per un po’ la spina dalla realtà. Ma tra dire e il fare… e comunque al momento vorrei dedicarmi solo alla trilogia di “Forse un giorno”

Roberta: io ho già un paio di progetti, oltre alla serie che stiamo scrivendo con Cami. Un progetto in solitaria, che resta nel genere romance (che sto già scrivendo) e un’altra collaborazione (ma che avrà vinta più avanti). Quest’ultima mi darà la possibilità di misurarmi sul mio genere d’origine, il fantasy (steampunk in questo caso) . 

 

Bene ragazze, siamo state molto contente di avervi qui con noi e speriamo poter leggere a breve qualche altro vostra nuova opera.

A presto

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