Humor/chick-lit,  Romanzo Rosa

Intervista a Bianca Marconero tra graziosa modestia e amore incondizionato per le sue storie

Buongiorno cari lettori, bentornati nel nostro angolo delle interviste. Oggi con noi Bianca Marconero! Ecco a voi l’intervista…

Benvenuta Bianca, siam felici di ospitarti nel nostro blog. Abbiamo già parlato del tuo “Non è detto che mi manchi”, che ho avuto il piacere di leggere. Ecco, quindi, alcune domande per te…

Com’è nata la tua passione per la scrittura e la lettura?

Prima di tutto vi ringrazio per  il vostro tempo e per l’ospitalità. Mi fa molto piacere essere qui. All’origine di tutto c’è l’amore per le storie. Credo che gli scrittori si rivelino ancor prima di imparare a leggere e scrivere.  Gli scrittori raccontano. E ascoltano.

La tua passione per la lettura e la scrittura è stata influenzata da un libro in particolare?

“La storia infinita” è il libro più importante della mia vita, sia per il momento in cui è arrivato  sia per quello che mi ha lasciato. Ma non ho mai avuto la tentazione di emularlo, riprodurlo o omaggiarlo. Può sembrare strano, ma i libri che leggo non influenzano le mie storie. Cambiano la mia tecnica, modificano il mio stile, mi costringono all’esercizio di filtrare la realtà secondo altri punti di vista, ma i soggetti delle mie storie io li trovo nel mio vissuto, non nei libri che leggo.

Perché questo pseudonimo?

Sono i nomi dei miei figli, Bianca e Marco Nero.

Che differenze stai notando tra il Self Publishing e pubblicare con una casa editrice?

Non posso ancora parlare di self con cognizione di causa. Non ho ancora fatto una vera esperienza in questo ambito, se si esclude l’arco di giorni dal 7 settembre al 28 settembre 2014, in cui pubblicai sotto pseudonimo La prima cosa bella. Appena scade il contratto con l’editore sperimenterò davvero il self e potrò rispondere a questa domanda.

Tra i tuoi libri, ce n’è uno a cui sei legata maggiormente? Raccontaci…

Albion è il progetto più longevo, il mio figlio prediletto. Ho elaborato la prima bozza nel 2010 e non credo sia passato giorno in cui io non abbia nominato questo libro. Per darti la misura di cosa significhi per me ti dico solo che i miei figli ( e mio marito) spesso mi chiamano “Albion”.

Se ti dicessero di scegliere un tuo libro per trasformarlo in film quale sceglieresti?

Albion. Una serie Tv. Netflix. Ditemi dove firmare.

Fosco ed Emilia sono i protagonisti del tuo ultimo romanzo “Non è detto che mi manchi”. Inedita ma, direi, attuale l’accoppiata nerd-instagirl… come t’è venuta questa idea?

In realtà parte tutto dall’idea che a Milano esistesse davvero Palazzo Edicola, la sede del gruppo editoriale Francalanza Visconti. Qui, ogni piano è occupato da una redazione. Alice la redattrice di Lollipop, è un personaggio che deriva da uno spunto autobiografico, in quanto anche io sono stata una copywriter come lei. Quindi, prima di Emilia e prima di Fosco c’era questo setting: Palazzo Edicola e c’era un personaggio non protagonista: Alice. Emilia e Fosco sono arrivati come tentativo di affrancare i cliché. Per quel poco che so della vita essa si ribella sempre a schemi e definizioni.  Io non credo che le ragazze belle siano sempre stupide, non credo che il livello di istruzione coincida per forza con l’intelligenza. Credo invece che le persone intelligenti possano fare cose stupide, credo che l’altruismo contenga una piccola dose di autolesionismo. Da queste convinzioni sono nati Fosco ed Emilia.

Spulciando nella tua biografia ho letto di una tua precedente esperienza di redattrice per periodici per ragazzi. Parlaci di questa esperienza, che ricordi hai? Immagino ti abbia aiutato anche nell’ambientazione di parte del romanzo che si svolge in una redazione.

Bisognerebbe scrivere solo di ciò che si conosce. E sebbene anche io mi ritrovi, di tanto in tanto, a simulare delle competenze che non ho, cerco di muovermi all’interno di contesti che conosco. In L’ultima notte al mondo parlo delle televisioni private, un mondo che conosco perché ci ho lavorato diversi anni, con mansioni tecniche. Facevo l’operatore di ripresa. In Un altro giorno ancora al centro del racconto c’è l’equitazione agonistica. Anche in questo caso ho scoperchiato il vaso dei ricordi, perché ho praticato per diversi anni questo sport. Per quel che riguarda Non è detto che mi manchi lo spunto per il setting è, come dicevo prima, autobiografico. Dal 2008 al 2012 ho lavorato su quattro diverse riviste, alcune per bambini, altre per teenagers. Uscivano in edicola con cadenza mensile. Quindi sì, è questo il mio punto di partenza.

La copertina del tuo romanzo mi ha ricordato te, avendo visto qualche tua foto, è una mia impressione? Come mai questa scelta? sembra quasi che la ragazza in copertina sia un mix tra i tuoi tratti e una nerd ma al passo coi tempi…

Ma davvero? questa cosa è davvero buffa. In realtà la copertina l’ha scelta la redazione della Newton Compton, io mi sono limitata a dire che era molto graziosa. Ti confesso che la somiglianza con me è solo apparente. Io sono molto meno sofisticata.

Alex e Alice, “una coppia che forse ancora non sa di esserlo”, così l’ho definiti nella mia recensione. Saranno i protagonisti di un sequel? Se si, a quando?

È una definizione perfetta. Davvero perfetta. La loro storia mi ha tenuto parecchio impegnata. Il primo dei libri dedicati a loro si intitola Le nostre prime sette volte ed è un prequel che chiarirà i pregressi. Mentre il sequel vero e proprio si chiama l’Ultimo bacio ed è in stesura in queste settimane. L’ultimo bacio inizia con i preparativi del matrimonio di Emilia e Fosco e finisce con un altro matrimonio, che però NON è quello che il lettore si aspetta…

Prova a convincere il lettore ad acquistare i tuoi libri.

Mi chiedi l’unica cosa che proprio non posso fare. Posso parlarti del miei libri per ore, e raccontarti genesi, ripensamenti e intenzione di ogni singolo capitolo, ma consigliarli mi sembrerebbe un atto di vanità imperdonabile. Ma considero un dono gigantesco ogni volta che un lettore li ritiene abbastanza interessanti da suggerirli.

Un accenno al tuo prossimo progetto…

La mia prossima uscita ha già una data: 28 febbraio. Si tratta de Il maledetto per sempre. Soprannominato il Libro Maledetto  un po’ per le sue travagliatissime vicende di pubblicazione (uscirà due anni e due mesi dopo la fine della sua stesura), e un po’ perché è davvero un pugno nello stomaco.  Si tratta di un romanzo diverso dal mio solito perché è più duro, più cattivo e più esplicito. È un new adult a tinte forti, con parecchie situazioni che potrebbero turbare.  Uscirà nel 2019 ma in realtà l’avevo scritto prima di Non è detto che mi manchi. Anzi, ho scritto Non è detto che mi manchi, che è forse il più dolce e romantico dei miei libri, proprio per uscire dalle atmosfere  torbide de Il maledetto per sempre. Come cura personale al Libro Maledetto.

Mi hai incuriosito parecchio… attendo febbraio sperando si poter leggere questo libro maledetto allora!

A presto e grazie per esserti prestata a questa intervista!

A tutti voi do appuntamento alla prossima settimana…

Trentenne in cerca della sua strada nel mondo. Amo leggere e perdermi tra le pagine di un libro, viaggiare con la mente in posti che non conosco, vivendo un'infinità di vite e storie. Girovagando sul web, sono inciampata ne "La Bottega dei libri", un piccolo grande ritrovo per gli amanti della lettura come me. Quindi eccomi qui a scrivere e condividere con voi questa passione...

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