Il cielo degli invisibili
Noir
Feltrinelli
24 marzo 2026
cartaceo e-book
224
Otello De Bartolo è un paninaro diverso dagli altri, è un patito della narrativa al punto da aver dedicato il suo menu ai grandi capolavori della letteratura. Ai “Panini parlanti” si addentano prelibatezze che portano nomi unici – “Guerra e pace”, “Madame Bovary”, “Delitto e Castigo” – innaffiate da salse altrettanto uniche: “Edmond Dantès”, “Smaug”, “Padron ’Ntoni”. Il chiosco è un vecchio autobus Fiat anni cinquanta, parcheggiato davanti al Policlinico Umberto I: carrozzeria blu, interni rossi, lavagna luminosa, una piccola biblioteca alle spalle della piastra e un pappagallo cenerino, Virgilio, che urla i prezzi meglio di qualsiasi registratore di cassa. Di notte, tra zanzare e clienti affamati, diventa un avamposto di umanità in una metropoli che corre senza guardare. Poi, un giorno, De Bartolo si accorge che un cliente abituale, Joseph Koné, specializzando ventisettenne presso il Policlinico, non si fa vedere da un po’. E infatti è scomparso nel nulla. A complicare il tutto si aggiungono le morti di alcuni clochard della zona. Ce n’è abbastanza per cominciare a indagare.
Ad affiancare Otello nella ricerca della verità ci sono Alice Penna, la giovane aiutante che ha un talento per i social, la Marchesa Margherita, transessuale elegante e fatale, e Giuseppe, senzatetto gentile, tifosissimo del Milan. Il gruppo di detective per caso si ritroverà nei guai e finirà per scontrarsi con il maresciallo dei carabinieri Manlio Buzzini, uomo di cultura raffinata, dottore in filosofia, diverso in tutto da De Bartolo ma al tempo stesso molto simile, che rimarrà affascinato da quegli indagatori fragili e solidali.
“Il cielo degli invisibili non si contempla. Prima lo capisci e prima riuscirai a sopravvivere” da “Il cielo degli invisibili” di François Morlupi
“Il cielo degli invisibili” di François Morlupi edito da Feltrinelli, è un romanzo noir che si ambienta nella Roma degli “ultimi”. Persone che vivono per la strada, che l’hanno smarrita o che non sono riuscite a trovare il loro posto nella società ma non per questo hanno perso la loro umanità. Molti di essi frequentano il chiosco del protagonista, Otello De Bartolo che, insieme alla giovane aiutante e al pappagallo Virgilio, manda avanti la sua singolare attività. Prepara i panini più calorici di Roma dai nomi tratti dalla letteratura di cui è appassionato, non solo offre cibo ma anche un ambiente accogliente (un pittoresco antico furgone Fiat) e buona compagnia.
Conosce la maggior parte degli avventori e quando uno di loro non si presenta da un po’ inizia a preoccuparsi. E’ quello che accade al giovane specializzando del Policlinico che pare mancare da troppi giorni. Quando lo zio del giovane lo cerca con il cuore colmo d’ansia, Otello decide che è arrivato il momento di agire, anche a costo di scontrarsi con il commissario Buzzini a cui è affidata l’indagine. Dove li porterà?
“Posso consigliarti la salsa Edmond Dantes? All’inizio quasi non l’avverti, poi si scatena un retrogusto inarrestabile… Come il protagonista nella sua vendetta.”
Ciò che rende questo romanzo singolare, è la cerchia dei suoi personaggi, a partire dal protagonista.
Provate a immaginare di trovarvi per la strada e, ad un certo punto vedete vicino a voi l’immagine di una Madonna che, al posto del bambino, tiene tra le braccia un panino. Potrebbe sembrare un’allucinazione! E’ quello che accade al maresciallo Manlio Buzzini quando vede per la prima volta il chiosco di Otello De Bartolo. Si tratta di due personaggi apparentemente diversi, spesso in contrasto poiché uno si improvvisa investigatore mentre l’altro è un vero professionista, eppure li unisce una comune passione: la letteratura.
Otello è un pensionato, separato dalla moglie da parecchio tempo, con lei ha un rapporto sereno. Si erano amati, avevano avuto un figlio e lavorato duramente per offrigli le opportunità migliori. Il ragazzo si era laureato brillantemente ma il loro rapporto si era logorato in modo irreparabile, il divorzio era stata l’unica scelta sensata. Otello è un padre molto orgoglioso della carriera del figlio e non rimpiange nessun sacrificio fatto. Lui stesso non aveva potuto andare oltre la scuola dell’obbligo per aiutare i genitori con la loro attività. Un chiosco per l’asporto di “Fish & Chips”, in Scozia dove all’epoca erano emigrati.
“Il pensionato Otello era riuscito, finalmente, a seguire le orme dei genitori realizzando il suo sogno e omaggiando la sua ancora di salvezza: i libri”
Fu il padre a scoprire la letteratura grazie ad un cliente che dimenticò un romanzo, l’Otello, sul tavolino del chiosco. L’uomo era un insegnante di lettere che gli diede lezioni in cambio di uno sconto sulle consumazioni. Da qui l’origine del nome del nostro protagonista nonché la passione per la letteratura alimentata dai genitori.
Otello è un uomo che ha fatto di necessità virtù. Uno dei tanti lavori svolti era quello nella cucina di un ristorante come aiuto-cuoco. Quest’esperienza, unita a quella fatta nel chiosco dei genitori, ha fatto sì che la nuova attività avesse un certo successo. Un vecchio furgone Fiat dove vendere i suoi “panini parlanti” dai nomi tratti dai grandi classici con relative salse dedicate agli autori o ai personaggi dei romanzi. Otello non è semplicemente un commerciante ma un amico per i suoi clienti, un confidente, un ascoltatore, uno che non ha mai smesso di imparare. La sua clientela è molto varia: studenti, lavoratori ma anche quel genere di umanità tipica delle grandi metropoli classificata da molti come scomoda.
“Dimmi che libro leggi e ti dirò che panino mangerai.”
“Il Professore” chiamato così perché forse un tempo era stato un insegnate. Si diverte a raccontare spassosi aneddoti sulle morti meno dignitose dei personaggi illustri della storia e letteratura. Al di là delle sue storie non parla molto, si limita a salutare cortesemente e a consumare con avidità il suo panino. La Marchesa, sempre elegante, attraente, dalla camminata seducente sui suoi tacchi alti, potrebbe passare per una bellissima donna se non fosse per il vistoso pomo d’Adamo sul collo.
Vi è il Matto del Policlinico, un senzatetto che trova rifugio all’interno dell’ospedale, un uomo innocuo e sorridente che ama suonare la chitarra e cantare con voce stonatissima. Ed infine lo specializzando Joseph Konde, giovane medico proveniente dal Ghana. Un ragazzo timido e pieno di speranze ritrovatosi a svolgere le mansioni più sgradite ai colleghi che non hanno molto a che fare con il compito di un medico. E’ di poche parole ed è a disagio di fronte alle attenzioni della bella collega Veronica, teme di non essere all’altezza delle aspettative della ragazza per la quale prova interesse.
Otello si avvale della collaborazione del suo sfacciato pappagallo parlante Virgilio e della giovane collaboratrice Alice Penna. Si sente come un padre per lei, pur essendo felice di averla accanto a sé, vorrebbe che la ragazza si iscrivesse all’università per intraprendere una carriera migliore. Alice invece si sente realizzata anche nel chiosco di Otello, ha sempre amato quel posto sin da ragazzina. Sperava proprio di lavorarvi dopo il diploma e ha trovato nel suo datore di lavoro un importante punto di riferimento sul quale sa di poter contare, oltre a sua nonna Assunta. Alice è altrettanto protettiva nei confronti di Otello, non approva la sua determinazione nell’indagare sulla scomparsa di Konde, teme per la sua incolumità. E’ una giovane delusa dall’amore poiché il fidanzato l’ha tradita prima delle nozze, questo l’ha resa più realista e diffidente.
“Passare del tempo con qualcuno e accorgersi che era un estraneo, quello è uno spreco.”
Arriviamo al maresciallo Manlio Buzzini. Ha quarantacinque anni e non si è mai sposato. Ama la propria indipendenza e non gradisce la responsabilità derivante da una famiglia. E’ laureato in filosofia e appassionato di letteratura esattamente come Otello. A volte soffre nel constatare quanto disinteresse per la materia ci sia nel proprio ambiente, ma è anche sufficientemente ironico da sorriderne. Ama anche giocare a calcio ed è piuttosto competitivo, mangia in modo sano, fa regolare esercizio e ha smesso da diversi anni di fumare. Si sente in forma, non avverte il declino dei quali tutti gli over quaranta parlano. E’ un professionista serio e molto attento. Come potrà digerire le ingerenze di un paninaro nella sua indagine?
