Quest’anno ho vissuto una piccola grande emozione: ho partecipato a Testo – Come si diventa un libro, alla stazione Leopolda di Firenze, con accredito Content Creator (per maggiori informazioni, consiglio di tenere d’occhio il sito ufficiale e i loro social).
Era da tempo che desideravo andarci. E forse anche per questo l’esperienza è stata ancora più intensa.
La prima cosa che ho pensato entrando è stata: spazio.
Spazio per muoversi, per fermarsi, per osservare. La fiera è grande, luminosa, ben organizzata, con un calendario fitto di eventi che si intrecciano senza creare caos. Anche se ci sono andata di sabato (quindi nel pieno del weekend), nonostante la notevole affluenza, non ho mai avuto la sensazione di essere travolta, ma piuttosto accompagnata.
La sensazione che ho avuto è che TESTO non è solo una fiera dove si comprano libri: è un luogo dove si parla di libri, li si ascolta nascere, si entra nei processi editoriali, si scopre cosa significa davvero “diventare” un libro.
Ho visitato gli stand delle mie case editrici preferite, quelle che danno ampio spazio al mio genere del cuore, il fantasy, come ad esempio:
- Mercurio, che porta uscite intriganti, particolari, spesso “sopra le righe” e surreali; consiglio tra tutti “Isabella Nagg e il vaso di basilico”, un cozy fantasy originale e affascinante, e “L’altra valle”, se amate il concetto di viaggio nel tempo;
- Fazi Editore, che trascina in mondi pieni di magia e incanto, di cui consiglio in particolare la dilogia “Letters of enchantment”;
- Ne/oN libri, che pubblica titoli imperdibili e ricercati; ho amato il romanzo “Il lupo e il tagliaboschi”, recensito qui La bottega dei libri
- Il Castoro OFF, che sforna meraviglie splendide fuori e dentro, curatissime; suggerisco il titolo “Where the dark stands still“, un piccolo gioiello romantasy;
- Mondadori, di cui consiglio “Anathema”, se adorate i dark romantasy come me;
- BeccoGiallo Editore: suggerisco “Twilight: cosa resta della sua eredità scintillante“, un saggio ironico moderno e illustrato.
Ma mi sono anche lasciata guidare dalla curiosità. E questa, per me, è stata una delle parti più belle.
Sono rimasta colpita in particolare da Coppola Editore, che ha catturato la mia bambina, con un interessante omaggio all’universo dei Pokémon, molto accattivante anche a livello visivo.
Mi sono fermata davanti a stand che non conoscevo, ho osservato grafiche audaci, palette cromatiche studiate, proposte editoriali fuori dagli schemi. Alcune realtà mi hanno sorpresa per il coraggio: cataloghi di nicchia, titoli sperimentali, scelte estetiche fortissime, libri pop-up (i miei preferiti!).
È stato un continuo alternarsi di riconoscimento e scoperta.

Qui, ad esempio, una bellissima e originale idea di Maschietto Editore: la “Fantacillina”, ovvero una scatola contenente racconti fantastici (e illustrati!) come rimedio e cura “…ad azione rapida“.
Se devo essere onesta, però, la scoperta più grande sono stati gli albi illustrati.
Non me lo aspettavo.
Mi sono ritrovata a sfogliare libri ricchissimi, curati nei dettagli, pieni di magia visiva e narrativa. Tavole che sembravano respirare, colori stratificati, storie che parlavano anche senza parole. Nello specifico, cito in particolare Glifo Edizioni: se non lo conoscete, correte a sbirciare il loro sito.
In mezzo a tante proposte editoriali, gli albi illustrati mi hanno ricordato che la meraviglia è una cosa seria. Che l’illustrazione può essere potente quanto (e a volte più di) un intero romanzo.
Tre consigli pratici per vivere al meglio TESTO
1. Non programmare tutto (ma studia il calendario prima)
Il calendario di Testo – Come si diventa un libro è fitto e interessante. Il mio consiglio è segnare 2–3 eventi imperdibili… e poi lasciare spazio alla scoperta.
TESTO funziona proprio così: tra una sala e uno stand può nascere qualcosa che non avevi previsto.
2. Parla con gli editori (soprattutto quelli indipendenti)
Non limitarti a sfogliare i libri. Chiedi, ascolta, fatti raccontare le collane, le scelte grafiche, le linee editoriali. Molte realtà indipendenti hanno progetti coraggiosi e originali, soprattutto nel fantasy e nella narrativa di genere. Dietro ogni stand c’è una visione, che è spesso la parte più affascinante.
3. Concediti tempo per gli albi illustrati
Anche se non sono il tuo genere abituale.
A TESTO ho scoperto albi illustrati ricchissimi, curati, pieni di magia visiva, adatti a qualsiasi età. Fermarsi a sfogliarli con calma è un’esperienza diversa, quasi meditativa. Sono stati la mia vera sorpresa, e ti consiglio di non sottovalutarli.
Posso affermare quindi con certezza che la mia prima volta a TESTO è stata davvero tutto ciò che speravo: gratificante, piena, di ispirazione.
E soprattutto torno a casa con la conferma che le fiere non sono solo luoghi di consumo, sono luoghi di incontro. Tra lettori, editori, autori e autrici. Tra storie e possibilità.
E con una certezza: non sarà l’ultima volta.