DaSempre & Persempre: i Classici

“Dasempre & Persempre”: la psicologia dei personaggi in Thérèse Raquin di Emile Zola

 

“Lui ci metteva il sangue, lei i nervi; vivevano l’uno nell’altra e avevano bisogno dell’amore fisico per regolare il meccanismo dei loro corpi”

Un amore che di romantico e sentimentale ha ben poco. Un amore ossessivo, ossessionante, ossessionato. Un amore che può difficilmente essere definito tale. Eppure è un amore, divenuto un classico della letteratura straniere, nello specifico francese. Un amore di cui oggi parleremo in occasione della rubrica “Dasempre & Persempre“.

Thérèse Raquin è il primo grande romanzo (anche in termini di lunghezza) di Émile Zola, pubblicato nel 1867. La sua prima pubblicazione avvenne in serie, prima di diventare noto, poi, nella sua seconda edizione, ancora oggi ristampata e riedita in tutto il mondo. Thérèse Raquin è ambientato nel periodo 1860-1870, principalmente nella Parigi di quel tempo.

La storia narrata dura circa 6 anni, ed è Zola che scandisce precisamente lo scorrere del tempo nel corso delle pagine. A lui piace descrivere i paesaggi, la merceria, la stanza di Laurent, il passaggio di Pont Neuf, le rive della Senna e le varie strade che attraversano la città.

Ma il vero punto di forza dell’opera è dato dalla psicologia dei personaggi: si assiste ad un significativo crescendo verso la loro disintegrazione. Il tutto viene scandito dal tempo della narrazione che, prima dell’arrivo di Laurent, scorre lentamente, diversamente da quanto accade dopo che l’incontro con Thérèse avviene.

I personaggi di Zola a confronto

Zola ha scelto di sviluppare il confronto tra personaggi dalle differenti caratteristiche e personalità. Laurent ha il temperamento del sangue, Thérèse è nervosa al punto da diventare isterica. Il rapporto tra i due innamorati, all’inizio in armonia, finirà, in seguito agli errori dell’amore, al loro stesso annientamento.

Il romanzo vuole evidenziare il rimorso della coppia di assassini, che gradualmente si identifica in superstizione, privo di libero arbitrio. Le descrizioni dei paesaggi sono molto curate e corrispondenti alla realtà.

Proprio per la corrispondenza alla realtà, spesso si è rimproverato a Zola, di aver trascurato proprio la psicologia dei suoi personaggi, i quali mancano di profondità, lasciandosi invece andare agli istinti e alla carne. Il romanziere, infatti, rappresenta le persone, così come mosse dal loro sangue, dominate dal loro istinto e dalla meccanica dell’essere umano.

Thérèse e Laurent sono bruti umani, niente di più. Sono le loro passioni, gli impulsi, l’istinto ad agire nel corso della storia. L’amore stesso è la soddisfazione di un bisogno; l’omicidio commesso è una conseguenza del loro adulterio; il loro rimorso consiste in un semplice disordine del sistema nervoso che inizia a rompersi. L’anima manca del tutto.

Zola mostra il meccanismo dei fatti che opera sui personaggi, le passioni, i fatti sociali e analizza meticolosamente le trasformazioni fisiologiche che i fatti provocano su di loro. Questo stile non si rinviene solo in Thérèse Raquin, ma anche in Madeleine Férat: entrambi i romanzi sono espressione del naturalismo, dove ogni evento è osservato dalla cinepresa di Zola.

Le coppie Thérèse-Laurent e Madeleine-Guillaume rappresentano il rapporto tra la femme fatale e i suoi amanti, di solito giovani forti e virili. Per quanto riguarda i personaggi femminili dei romanzi di Zola, essi sono quasi sempre sadici e immorali, proprio come Teresa e Madeleine. I loro occhi brillano di una strana luce, quella delle pulsioni.

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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