Quando un lettore ama un libro non vuole mai che finisca…

E se questo libro è Guerra e Pace? Ringrazio molto Arianna, una dei recensori di La Bottega dei Libri, che giorni fa si poneva proprio questo interrogativo: “mi consigliate di leggere o non leggere il temuto romanzo di Tolstoj?”, dandomi l’ispirazione proprio per scrivere l’articolo di oggi.

Beh, 1500 pagine non sono poche… e se alle 1500 pagine si aggiungono i più di 800 personaggi da ricordare (o forse no)… e se tutto ciò si colloca in una narrazione che “complessa” sarebbe dire poco, è probabilmente lecito porsi un tale interrogativo.

Chiunque ti dica che puoi saltare le parti “Guerra” e leggere solo le parti “Pace” è un idiota – Philip Hensher su The Guardian

Il ritratto psicologico della Russia zarista durante le guerre napoleoniche non può essere dipinto a chiazze: esso è fatto di storia, di personaggi reali e profondi, di vita quotidiana vissuta in quegli anni. E, non a caso, non si ritrovano nell’opera personaggi protagonisti: tutti hanno un ruolo principale perché contribuiscono alla trama che è alla base della storia.

Guerra e pace - Wikipedia

Eppure non qualificherei Guerra e pace come un romanzo storico: è riduttivo! In realtà forse non è neanche un romanzo! È il mero frutto di uno scrivere in modo appassionato ed emotivo, cosa che spiegherebbe i diversi livelli narrativi che si intersecano nella lettura.

Ma ritorniamo a noi: non analizzerò questo classico oggi (potrò pensarci per i nostri futuri appuntamenti), ma vi fornirò i motivi per i quali, a mio parere, l’opera di Tolstoj non può rimanere impolverata nei nostri scaffali, o addirittura mancare!

  1. Le tematiche trattate: tantissime, ma poste con una semplicità disarmante rispetto allo stile classico di Tolstoj (anche la descrizione di una pianta comune affascina). E così, il lettore impara a comprendere le strategie di guerra e in che modo il passare del tempo vi incide, innovandole; a porsi quesiti filosofici come se fosse egli stesso un uomo dell’800 sovietico; a discorrere di crisi della società (ma non di quella contemporanea); a discutere di religione, di morale; a vivere in prima persona il legame della Russia con Napoleone.
  2. Il periodo storico: è vero che, probabilmente, della Russia dell’800 poco ci importa, ma conoscere quella che è stata definita l’età dell’oro di un impero come quello russo e come essa abbia contribuito a plasmarne la grandezza da ogni punto di vista, soprattutto nei rapporti con gli altri paesi europei non è poca cosa. E non lo è neanche vedere come essa abbia contribuito a plasmarne la grandezza sotto ogni punto di vista, soprattutto nei rapporti con gli altri paesi europei. Il tutto, senza mai prendere le distanze dalla tradizione dei contadini, dalle cui umili vite sono da sempre partite le più grandi conquiste.
  3. la pace: eh si! Ai capitoli dedicati alla guerra, si succedono quelli dedicati alla pace. Uno stesso personaggio ci viene raccontato da un versante e dall’altro: interessante e, soprattutto, reale!
  4. L’umanità dei personaggi: emblematici e veri (si, credo che “verità” sia la parola chiave di tutto il volume). Penso a Natasha: esuberante, a tratti folle, innamorata, sofferente per amore, pura. E la penna di Tolstoj la rappresenta in tutta la sua realtà. E c’è un elemento che lega Natasha a tutti gli altri personaggi della storia: la ricchezza delle loro vite.

Avrei inserito tra le motivazioni anche “Perché così sei un altro di quei forse 10 pazzi che l’hanno letto“; ma in realtà spero di aver invece sottolineato l’unicità di Guerra e Pace. Un romanzo che a me piace pensare sia stato scritto non da Tolstoj, ma dalla stessa storia che, scoppiata, non è riuscita più a tacere e a farsi raccontare da altrui penne.

Un’ultima cosa la aggiungerei: “Leggerlo perché, dopo che lo avrete fatto, vi sentirete dei letterari completi“!

Scritto da:

Alice

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.