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“Dasempre & Persempre”: anche per i Classici è Natale. A Christmas Carol di Charles Dickens

“Entra” ordinò il fantasma. “Entra e impara a conoscermi amico”.
Scrooge obbedì timidamente e chinò la testa davanti allo spirito. Non era più il burbero Scrooge di una volta, e benchè gli occhi del gigante fossero limpidi e benevoli, sfuggiva dall’incontrarli.
“Sono il fantasma di questo Natale”disse lo spettro.

Con A Christmas Carol (Il canto di Natale), Charles Dickens cerca di dimostrare (e lo dimostra!) come le persone egoiste e insensibili possano essere convertite in persone caritatevoli, premurose e attente ai bisogni dell’altro. Questi valori, che emotivamente la società associa al Natale e al suo spirito, saranno oggi i protagonisti della rubrica “Dasempre & Persempre“.

 

A Christmas Carol rappresenta un’allegoria del Natale: ogni personaggio che il lettore, insieme al protagonista Scrooge, incontra ha un significato simbolico. Il libro è strutturato in cinque pentagrammi (come Dickens li chiama, “Staves”), com’è giusto che sia, dato il riferimento al “canto di Natale”. E ogni pentagramma è incentrato su uno Spirito del Natale, una sorta di guide spirituali di Scrooge, che, disincantato, non crede nella festività natalizia e nei sentimenti che essa suscita. Anzi, al contrario, lui incarna tutto ciò che si contrappone allo spirito natalizio, come l’avidità, l’egoismo, l’indifferenza e il ripudio di ogni altruismo verso i propri simili.

Ma cosa ha reso un uomo così restio all’amore? Il racconto si apre con la morte di Marley, amico d’infanzia di Scrooge e collega di lavoro. Un lutto che ha segnato del tutto la vita del protagonista. E sarà proprio il fantasma del suo amico, dopo sette anni dalla morte, che, anche ai fini della propria redenzione, aiuterà Scrooge a non commettere quegli errori che lui stesso si trova a scontare nell’aldilà.

Ed ecco che entrano in gioco gli Spiriti, inviati da Marley, per aprire il cuore di Scrooge:

  • il fantasma del passato del Natale, con la sua testa luminosa, rappresenta la memoria. Questa ha lo scopo di ricordare a Scrooge tutti i momenti in cui le sue emozioni erano accese, prima di isolarsi nel suo modo di solitudine e apatia;
  • il fantasma del regalo di Natale rappresenta la carità, l’empatia e lo spirito natalizio vero e proprio, tutti quei sentimenti che ci consentono di essere solidali con gli altri, soprattutto se meno fortunati di noi;
  • e c’è, poi, il fantasma che rappresenta la paura della morte e di quella resa dei conti morale che spaventa un po’ tutti noi: saremo puniti o, redimendoci, potremo essere ricompensati?

Con il racconto di ogni spirito, gli ideali morali e cristiani associati al Natale, quali la generosità, la gentilezza e l’amore universale per la comunità, riaffiorano nell’animo di Scrooge, poco a poco. Ma questo non è l’unico tema presente in questo classico. Nella famiglia Cratchit, infatti,  si ravvisa il tema politico, in quanto essa rappresenta la povertà presente nella Londra vittoriana. Questa famiglia, nonostante la forte indigenza in cui “sopravvive” e la tragica figura di Tiny Tim, il figlio paralizzato, trova comunque il modo per essere grata delle ricchezze emotive. Un esempio da seguire e a cui Scrooge non riesce ad essere indifferente: Tiny Tim suscita il primo barlume di emotività nel protagonista e costituirà il culmine del suo processo di redenzione.

Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente.

A Christmas Carol di Dickens è una vera e sana celebrazione del Natale e di tutto il bene che da esso deriva. Un libro scritto nell’epoca in cui la regina Vittoria e suo marito, il principe Carlo, presi dalla forte industrializzazione, non avevano cura delle tradizioni natalizie, quasi sull’orlo dell’estinzione. Ma Dickens si è opposto a tutto ciò e lo ha fatto nel modo in cui più poteva arrivare ai cuori della gente: raccontando una storia che potesse essere il riflesso delle vite di ogni uomo. E così, è nato un classico “del” Natale e “sul” Natale, con l’obiettivo di ricordare agli uomini che il Natale dei cuori va ricordato ogni giorno.

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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