Cucina per l'anima
Cucina
Terra Nuova
10 dicembre 2025
Cartaceo
344
Un viaggio nella cucina vegetale e naturale, ispirata alla tradizione del Bhakti Yoga e arricchita dai principi dell’Ayurveda, dove ogni piatto diventa un atto d’amore.
Questo libro non è solo una raccolta di 108 ricette sane, gustose e nutrienti: è un invito a riscoprire il legame sacro con il cibo, a cucinare con presenza e a nutrire corpo, mente e spirito.
Dall’esperienza di Marisa Scotto e dai corsi di Cucina per l’Anima, nasce un percorso tra sapori, colori e profumi che rispettano la natura e tutti gli esseri viventi, per ritrovare armonia e gioia nella vita quotidiana. Ogni ricetta è semplice da realizzare, pensata per chi desidera alimentarsi con consapevolezza, creatività e gratitudine. Una guida per trasformare la cucina in uno spazio di meditazione, cura e crescita interiore.
Conosco e seguo Marisa Scotto, l’autrice del libro “Cucina per l’anima” edito da Terra Nuova, da parecchio tempo.
L’ho incrociata la prima volta quando cercavo le indicazioni per realizzare in casa il ghi. Il burro chiarificato della tradizione ayurvedica, una preparazione che ha numerose virtù salutari ed è davvero ottimo da usare nei piatti anche della nostra tradizione italiana.
La prima cosa che mi ha colpito di Marisa Scotto, sia nei suoi video che nel libro, è stata la dolcezza e la serenità che lascia trasparire nei suoi racconti di cucina.
La sua storia personale, nelle pagine dell’introduzione, chiarisce bene come sia arrivata a preparare le ricette non solo come gesto meccanico e cottura degli ingredienti, ma come ricerca dei valori essenziali di una alimentazione che cura e che fa stare bene.
Marisa si occupa di cucina vegetariana legata alla tradizione ayurvedica, con un interesse specifico nella produzione e nell’utilizzo degli alimenti e con un’attenzione speciale al concetto di non nuocere a nessun essere vivente.
Il titolo del libro sintetizza perfettamente la concezione delle sue ricette e delle sensazioni che cerca di trasmettere.
“Ogni alimento, oltre a trasmettere vita, porta con sé vibrazioni energetiche. Perché siano in sintonia con chi le riceve, occorre cucinare, offrire e onorare il cibo con amore, rispetto e gratitudine.”
Quando penso a questa bella signora che indossa il suo grembiule bianco immacolato, sempre sorridente e tranquilla, abbino la sua figura ad una cuoca, più che ad uno chef.
Anche se i due termini hanno letteralmente lo stesso significato, le ricette di Marisa, trasmettono qualcosa di accogliete e casalingo che riporta ai pasti preparati con cura, nei giorni speciali, quando cucinare diventa dimostrare amore per le persone che si siederanno al tavolo da pranzo più che ad un personaggio che, negli ultimi anni, è diventato di moda e che spesso si propone facendo troppo “rumore”.
La strada dell’Ayurveda
L’introduzione del libro spiega la filosofia con cui è stato scritto: si basa sulle indicazioni dell’ Ayurveda, una scienza olistica che prende in considerazione ogni parte dell’essere umano e le sue interazioni con l’ambiente. E, ovviamente, l’alimentazione è parte integrante del processo di ricerca di equilibrio e di benessere a cui è necessario prestare attenzione e ambire.

La copertina del libro rappresenta un mandala: il simbolo del cerchio perpetuo, dell’universo e dell’armonia, tanto eterno, quanto temporaneo, come quelli che si creano con la sabbia e che vengono distrutti appena finiti. Il mandala di Marisa è realizzato con verdure e legumi, un equilibrio di colori e forme su sfondo nero. Quanto può essere artistica ed esteticamente bella una foglia di radicchio o un broccolo!
Le ricette presentate nel volume sono 108. Un numero sacro e indicativo della tradizione vedica che ricorre un po’ ovunque: nei grani delle collane mala, nel numero dei saluti al sole per pratiche di purificazione, nei punti energetici vitali del corpo.
“Il cibo, dunque, possiede un poter straordinario: non solo nutre il corpo, ma incide profondamente sulla mente, sulle emozioni e sull’umore”
Sapori e profumi
Tanti capitoli divisi per argomenti, di cui ho sperimentato numerose preparazioni: i miei preferiti sono quelli dedicati alla panificazione e alla zuppe. Cibi confortanti e con preparazioni, a volte, un pò lunghe che hanno molte somiglianze con una meditazione: scegliere le verdure, lavarle e tagliarle, abbinarle a condimenti saporiti, cuocerle e presentarle con grazia. Ecco, la parola esatta per questa cuoca è grazia, nel senso più ampio del suo significato di armonia, bellezza, eleganza, gentilezza.
Tofu, tempeh, quinoa, daikon, semi oleosi, salse sapide vengono abbinate insieme per creare piatti per lo più semplici, ma con tocchi originali e sapori innovativi. Tutte ricette da sperimentare per riuscire a vincere la sfida dei nutrizionisti dei 50 alimenti diversi in una settimana!
Per nulla banali le sezioni iniziali di ogni capitolo. Queste pagine descrivono le preparazioni e gli alimenti che seguiranno: un tripudio di spezie profumate per creare un curry personale, un garam masala per risvegliare il fuoco di Agni, un dhal adatto ai tre dosha per insaporire il pane chapati fatto senza lievito nella padella.
La presentazione
Dal punto di vista grafico l’ho trovato ineccepibile: colori che riportano alla terra, foto belle e curate, schizzi disegnati con uno stile davvero particolare: le linee formano i disegni senza mai fermarsi, senza mai staccare la mano dal foglio come ad indicare che tutti gli elementi sono collegati tra loro per formare un unico intero. Le descrizioni delle ricette e degli ingredienti necessari per le preparazioni ben individuati con piccole stringhe colorate a lato delle pagine.
Forse l’unico appunto che potrei fare, squisitamente personale, è che per alcune ricette non è presente un’immagine del piatto terminato. Per me, i libri di cucina, sono un po’ come quelli per bambini: li devo sfogliare e vedere tante fotografie che mi “istighino” alla realizzazione dei piatti.
Cucinare è cura
Che dire: amo questo libro di ricette, non solo per le preparazioni che riempiono il corpo, ma per l’armonia che riempie l’anima e che sento simile ai motivi per cui, spesso, mi metto ai fornelli.
Avere “conosciuto” l’autrice (anche se non di persona) e la sua grande consapevolezza della connessione tra corpo e anima, mi ha convinto, ancora di più, che questo volume deve essere letto non solo per il gusto di cucinare qualcosa di gustoso, ma soprattutto con una nuova coscienza che il cibo ” è quella medicina che mangiamo almeno tre volte al giorno per tutte la vita” (il dottor Berrino insegna) e pertanto deve essere di altissima qualità non solo materiale ma anche energetica.