Il manoscritto Book Cover Il manoscritto
Darkside
Franck Thilliez
Noir
Fazi
05/09/2019
Kindle e Copertina flessibile
371

Léane è scrittrice di successo che firma i suoi libri con uno pseudonimo per proteggere la propria vita privata. In realtà il suo matrimonio con Jullian è andato in rovina dopo il la scomparsa della figlia Sarah, il cui corpo non è mai stato trovato, nonostante un serial killer si sia accusato dell'omicidio. Da allora sono passati degli anni, ma Jullian, convinto che sua figlia sia ancora viva, ha continuato a indagare mentre la moglie si è trasferita a Parigi. Dovrà tornare, però, quando il marito per una aggressione, perde la memoria, nella isolata villa sul mare nel Nord della Francia , dove aleggiano fantasmi dolorosi e domande inquietanti. Dopo il ritrovamento del corpo di un'altra ragazza, le intuizioni di Vic Altran, poliziotto con una memoria prodigiosa, permetteranno di far combaciare alcuni pezzi dell'enigma, ma altri spaventosi indizi, invece confonderanno le indagini e renderanno sempre più torbide le acque.
Dentro un intreccio percorso dai temi perturbanti del doppio e della memoria perduta che contribuiscono ad infittire il mistero che sembra creato ad arte da una mente irraggiungibile che solo alla fine si svelerà.

Un noir fra nord e sud della Francia

La prima sensazione per chi scrive è stata di sorpresa e quasi d’incredulità di fronte alla descrizione come luogo di orrore dell’Alta Savoia, ricordata, invece, come un territorio di bellezza e pace fra splendide montagne e natura incontaminata. Una percezione connessa all’idea che ciò che era avvenuto qui non potesse essere direttamente legato agli eventi dell’estremo Nord della Francia, così lontano in ogni senso; ma che dovesse esserci un misterioso legame e dunque una spiegazione, benché non evidente, a chiarire l’accaduto. Dubbi e perplessità che tormentano anche Vic Altran, il poliziotto della sezione Omicidi, dalla memoria prodigiosa e capace di intuizioni straordinarie che possono risolvere casi altrimenti insolubili. Sarà lui, infatti, a trovare dei fili nascosti che permetteranno di svelare la maggior parte dei diversi e spaventosi fatti che costituiscono le numerose parti della storia; nel frattempo, però, altre notizie contribuiscono a confondere anche le ipotesi più logiche o più insensate, ma vicine a quella verità che appare sempre più irraggiungibile, sfilacciata e, ovviamente, orribile. In effetti la tela tessuta da un ragno dalla mente lucidamente malata riesce in qualche modo a coprire la realtà mostrandone una del tutto illusoria da cui, però, Vic non sembra lasciarsi trarre in inganno; fino alla fine, quando prove decisive lo smentiscono e gli impediscono di agire nonostante non accetti come vera la risposta che hanno davanti. E’ lui, per chi scrive, il vero protagonista del romanzo, l’eroe quotidiano, misconosciuto, capace di affrontare l’orrore e di leggere nella mente dei mostri; così umano, però, nonostante le sue abilità fuori dal comune, da vivere un’esistenza personale squallida e “miserabile”, come la definisce lui stesso. E capace di accogliere e farsi carico anche del dolore e della furia dei genitori disperati senza reagire pur essendo l’investigatore che più ha contribuito alla soluzione dell’indagine, quello che comprende cose che gli altri nemmeno immaginano.

Suo compagno di lavoro è l’altra V della coppia di investigatori, Vadim Morel, diverso in tutto, ma solidale con lui e capace di seguirlo e di credergli anche quando le sue intuizioni sembrano assurde e insensate. Al contrario di Vic, Morel è un uomo sanguigno e preda di forti emozioni, anche violente quando si tratta di affrontare i mostri senza umanità con cui hanno a che fare durante le loro indagini. Il suo rabbioso rancore nei loro confronti bilancia e integra spesso il dialogo che Vic riesce ad instaurare con questi esseri alieni in modo da farsi rivelare indizi e notizie fondamentali. Insieme e con l’aiuto più ordinario dei colleghi combattono per strappare al buio che si trovano di fronte informazioni che possano permettere di fermare i rapimenti e le uccisioni di giovani donne scomparse che devastano le loro famiglie.

Come quella di Sarah Morgan, figlia di una famosa scrittrice di gialli, Léane Morgan e del marito Jullian, il cui matrimonio è stato praticamente distrutto da questo avvenimento; il corpo della ragazza non è mai stato trovato benché un serial killer si sia accusato dell’omicidio. Nonostante gli anni passati il padre ha continuato a indagare, convinto che la figlia sia ancora viva fino a quando viene aggredito e perde la memoria e, in un certo senso, anche la sua vera identità; nello stesso tempo torna da lui, per stargli accanto, il padre, un uomo angosciato e depresso dopo la morte della moglie e che mostra i segni di una vita familiare infelice e dolorosa, in qualche modo malata. Contemporaneamente Léane stessa scopre di aver perso anche lei la memoria su un avvenimento fondamentale della sua vita, una situazione che si rivelerà molto pericolosa anche per il suo lavoro. Cercherà comunque, benché tormentata dai dubbi, di continuare l’indagine del marito tentando di penetrare l’enigma terrificante in cui sente di affondare sempre più. Anche per la presenza assidua di un altro poliziotto che prova nei suoi confronti sentimenti profondi e il desiderio di proteggerla, ma che, vigile e attento, scoprirà anche cose che lei non vorrebbe fargli sapere e vedere.

In tutto questo, per chi scrive, comunque, nel corso del racconto, la percezione più forte riguarda due aspetti: una è il ripetersi di amnesie che, a seconda delle circostanze, danneggiano o proteggono chi le vive e che si connettono anche, a volte, a profonde paure che straziano l’animo senza poter capire da dove vengono, ma che in ogni caso intervengono e decidono nella nostra esistenza proprio perché estranee alla coscienza. L’altro è l’idea che all’origine di ogni male ci sia sempre l’incapacità di qualcuno a difendere l’innocenza e la purezza dell’infanzia, che, se calpestata e ferita, può anche essere pervertita e traviata fino a generare degli autentici mostri, senza speranza né desiderio di salvazione.

Come scrive Nietzsche, in Al di là del bene e del male, infatti:

Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, alla fine anche l’abisso scruterà dentro di te.

Un aspetto fondamentale del libro, inoltre, riguarda la questione, sempre importante in letteratura, del sosia o doppio che molti autori hanno usato: dall’Elena di Euripide (tema già trattato da Stesicoro), a Plauto, Stevenson, Allan Poe, Wilde, Dostoevskij, Maupassant, Pirandello, King, Pamuk… Per non parlare di coloro che usano pseudonimi (a volte, tantissimi) che hanno tutta l’aria di alter ego, come Stendhal, Machado, Svevo; e il caso particolare di Pessoa, con i suoi eteronomi, ognuno con una differente personalità, un proprio carattere e stile letterario e perfino una propria grafia. Ne Il manoscritto non sapremo fino alla conclusione se il mostro protagonista della trama sia uno dei personaggi più positivi all’apparenza, ma dentro erede e portatore di un danno interiore che avrebbe potuto spiegare la sua doppia identità, il bene e il male conviventi in lui e ormai indistricabili. Chi scrive comunque ha provato un grande sollievo scoprendo che il colpevole non era quello sospettato lungo il corso della lettura; tutti, infatti, abbiamo bisogno di sentirci rassicurati rispetto alla nostra parte oscura pensando che non possa mai prendere il sopravvento e che il male sia sempre fuori di noi. Anche se, come dice Pessoa in Mi sono, da Passaggio delle ore scritto con l’eteronimo Álvaro de Campos:

Mi sono moltiplicato per sentirmi,
per sentirmi ho dovuto sentir tutto,
sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi,
mi sono spogliato, mi sono dato,
e in ogni angolo della mia anima c’è un altare a un dio differente.

Recensione di

Petronilla Pacetti

Biografia dell‘autore

Franck Thilliez è un ingegnere e scrittore francese, è autore di romanzi polizieschi e sceneggiatore. È nato ad Annecy (Alta Savoia), il 15/10/1973 e vive nel Pas-de-Calais, nell’estremo Nordest della Francia. Specialista in informatica e appassionato di thriller, nel 2003 pubblica il suo primo romanzo, “Train d’enfer pour Ange rouge”, nominato per il Premio SNCF del crimine francese 2004. Ha pubblicato, nel 2005, “La casa dei morti” (The Passage), che diventerà, nel 2007, un film con lo stesso nome Per questo romanzo ha ricevuto il premio Quai du Pirine nel 2006 e il premio SNCF du polar nel 2007.
Il successo che hanno avuto i suoi libri gli ha dato la possibilità di lasciare il suo lavoro di scienziato informatico per dedicarsi esclusivamente all’attività di scrittore.

 

 

Non credo nella separazione fra le varie parti della conoscenza, ma nella loro integrazione attraverso le connessioni che le legano e che ne fanno un tutt’uno. Ho insegnato per molti anni (e  ho lavorato anche in alcuni servizi sociosanitari) e collaboro ancora con un corso di Laurea Magistrale de“La Sapienza”. Caldeggio l’apprendimento per tutta la vita e, infatti, attualmente sono iscritta, al Master in Pedagogia Teatrale. Amo il cinema, i libri, l’arte in tutte le sue forme e sostengo, nella vita e nella professione, quell’uguaglianza “sostanziale” di cui parla l’art. 3 della nostra Costituzione.

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