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BLOG TOUR: “Un requiem tedesco” di Philipp Kerr, Fazi Editore – Presentazione ed Estratto

 

 

Blog Tour dedicato a Un requiem tedesco di Philipp Kerr

– Presentazione ed Estratto –

 

 

Eccoci giunti al termine della trilogia berlinese, dedicata alle indagini del detective Bernie Gunther. Dopo aver partecipato al primo Blog Tour, organizzato dalla casa editrice Fazi Editore, per Violette di Marzo, e poi al secondo, dedicato a Il criminale pallido, non potevamo, di certo, mancare per concludere in bellezza questa serie di eventi.

E, questa volta, in occasione dell’ultimo appuntamento con Bernie Gunther, abbiamo deciso di dedicarci alla prima tappa del Blog Tour, incentrato sulla “Presentazione del romanzo ed Estratto“. Iniziamo dalla cover, il cui stile ci ha accompagnato per tutta la trilogia.

 

Soffermiamoci sul titolo: “Un requiem tedesco“. Per i più, potrebbe riferirsi alla preghiera per i defunti, ovvero alle composizioni di musica classica suonate in occasione di solenni cerimonie funebri… gli esperti di letteratura inglese non potranno che ricondurlo ad uno dei più versatili e talentuosi poeti dell’ultimo cinquantennio, James Fenton, autore – appunto – di German requiem, un componimento poetico in cui lo scrittore rivolge versi diretti e duri ai disastri, conseguenza della Seconda Guerra Mondiale, che la Germania ha indotto con il suo nazionalsocialismo degli anni ’30.

Eppure, questo thriller di Philipp Kerr, a differenza dei due capitoli precedenti, non è ambientato negli anni della Seconda Guerra Mondiale, bensì un decennio circa dopo. Ma è pur vero che, nonostante l’arco temporale abbastanza ampio, nel 1947 i postumi della guerra sono ancora ben evidenti, seppur non tutti visibili alla luce del sole. E, questa volta, a cambiare è anche il contesto geografico: non vi troverete più a Berlino (o meglio, non solo), ma a Vienna. Come mai? potreste chiedervi… Philipp Kerr, ora, vuole ampliare i suoi orizzonti storici e condurre il lettore nelle vicende che hanno riguardato l’Austria del dopoguerra, in lotta con un sempre più imponente comunismo. Ed ecco il momento di mostrarvi la trama di Un requiem tedesco:

Capitolo conclusivo dell’acclamata trilogia berlinese del maestro Philip Kerr, Un requiem tedesco vede il detective Bernie Gunther entrare nel nuovo e terrificante mondo della Vienna del dopoguerra.

Nell’aspro inverno del 1947 la morsa dei russi si fa sempre più stretta intorno a Berlino. Così, quando un enigmatico colonnello chiede a Bernie Gunther di andare a Vienna, dove il suo ex collega della Kripo Emil Becker è accusato di omicidio, il detective non esita a lungo. Nonostante il passato sgradevole di Becker, Gunther è convinto che sparare a un cacciatore di nazisti americano non sia da lui. Ma Vienna non è il luogo pacifico che si aspettava. Il comunismo è il nuovo nemico e, una volta chiuso il processo di Norimberga, vengono forgiate strane alleanze contro la Minaccia Rossa – allineamenti al cui confronto molte delle atrocità commesse in tempo di guerra appaiono innocue.

In mezzo alle rovine della città agonizzante, Gunther, circondato da ex nazisti braccati, uomini disposti a barattare qualsiasi cosa e belle donne pronte a vendere se stesse, si troverà suo malgrado coinvolto nel gioco di spionaggio e controspionaggio fra i due grandi schieramenti. Evocando vividamente l’atmosfera della Vienna del dopoguerra, Philip Kerr trasla tutto il ritmo e l’arguzia mordente di cui è capace all’interno del groviglio di colpa, sospetto e doppio gioco che ha gettato le basi per la guerra fredda.

La narrazione di Kerr si conferma densa e coinvolgente, come si può constatare dal suo contenuto. I temi trattati continuano a non essere leggeri, tutt’altro. Il contesto storico, anche in questo volume, si conferma la colonna portante dell’intera storia. E lo stile dell’autore, nel gestire tutti i livelli narrativi, che si intersecano in una trama alquanto complessa, senza appesantire né essere ripetitivo né annoiare, è magistrale.

Anche in questo terzo e ultimo capitolo non mancheranno scene cruenti, punte di umorismo, intrighi e trame, soprattutto al livello della politica alta. Incontreremo, infatti, anche questa volta, volti noti del nazismo e del comunismo; ma, diversamente da quanto abbiamo letto finora nei volumi precedenti, il lettore noterà un’attenzione minore, da parte di Kerr, verso la caratterizzazione dei personaggi, a vantaggio di una maggiore cura e dedizione verso la storia, nello specifico della Germania e dell’Austria del dopoguerra, a contatto con i russi. Non spaventatevi dei tanti dettagli storici che incontrerete nella narrazione: contribuiscono a calare ancora di più il lettore nel vivo della storia, a prescindere dalla risoluzione del caso da parte di Bernie.

 

 

Siamo giunti al momento dell’Estratto. Sceglierlo è stato complicato: come ho accennato, la trama è ricca di storia concatenata ed estrapolare un solo tassello rischia di non far comprendere né quanto accaduto prima, né quanto sta accadendo. Ho poi pensato che un assaggio del fascino, dato dall’incontro del thriller con la storia, era doveroso per sottolineare quello che, a mio parere, è uno degli elementi di punta di Kerr. Ed ecco a voi una lettera, in cui vi imbatterete nel corso della narrazione, scritta a Bernie da sua moglie, che descrive le trame di relazioni che faranno da sfondo alla vicenda.

Caro Bernie,

spero che questa lettera ti arrivi, ma può darsi anche di no, perché tutto è così difficile qui, e in quel caso potrei anche provare a mandarti un telegramma, non fosse che per dirti che è tutto a posto. Sokolovskij ha chiesto che la Polizia militare sovietica controlli tutto il traffico di Berlino verso ovest, e questo può voler dire che la posta non passi.

Il timore qui è che tutto questo si muti in una sorta di grande assedio alla città nel tentativo di spingere fuori da Berlino gli americani, gli inglesi e i francesi, sebbene supponga che a nessuno importerebbe vedere i francesi andarsene. Nessuno ha da ridire qualcosa sul fatto che gli americani o gli inglesi spadroneggino, in fin dei conti loro hanno combattuto e ci hanno vinti. Ma i francesi? Sono così ipocriti. La finzione di un’armata francese vincitrice è troppo da sopportare per un tedesco.

La gente dice che gli americani e gli inglesi non staranno fermi a guardare Berlino cadere nelle mani dei rossi. Non sono tanto sicura per quanto riguarda gli inglesi. Adesso sono troppo occupati con la Palestina (tutti i libri sul nazionalismo sionista sono stati tolti dalle librerie e dalle biblioteche di Berlino, il che ci sembra semplicemente troppo familiare). Ma mentre pensiamo che gli inglesi abbiano cose più importanti da fare, si viene a sapere che hanno distrutto altre navi tedesche. Il mare è pieno di pesci da mangiare, e loro fanno saltare i pescherecci! Vogliono salvarci dai russi per poi ridurci alla fame?

Si sentono ancora voci di cannibalismo. A Berlino gira la storia che la polizia sia stata chiamata in una casa di Kreuzberg nella quale gli inquilini del piano di sotto avevano udito il rumore di una terribile lotta e avevano visto del sangue colare dal soffitto. La polizia è andata là e ha trovato una vecchia coppia che cenava con la carne cruda di un pony che avevano portato su dalla strada e ucciso a colpi di pietra. Non è detto che sia vero, ma ho la terribile sensazione che lo sia. Quello che è certo è che il nostro morale è arrivato in basso come non mai. Il cielo è pieno di aerei da trasporto e le truppe delle quattro Potenze sono sempre più nervose.

Ricordi Karl, il figlio di Frau Fersen? È tornato la scorsa settimana da un campo di prigionia in Russia, ma in pessimo stato di salute. Sembra che il medico abbia detto che i suoi polmoni sono andati, povero ragazzo. La madre mi ha riferito cosa ha raccontato della sua prigionia in Russia. È terribile! Perché non me ne hai mai parlato, Bernie? Forse sarei stata più comprensiva con te. Forse avrei potuto aiutarti. Mi rendo conto di essere stata poco una moglie per te, dalla fine della guerra. E adesso che sei di nuovo lontano, mi riesce difficile sopportarlo. Così, penso che quando tornerai forse potremo spendere un po’ del denaro che hai lasciato – e quanto denaro! Hai rapinato una banca? – per andare in vacanza da qualche parte. Andare via da Berlino per un po’, e passare del tempo assieme.

Nel frattempo, ne ho utilizzato una piccola parte per riparare il soffitto. Sì, lo so che avevi pensato di ripararlo tu stesso, ma so anche che rimandavi continuamente. A ogni modo, è fatta, ed è venuto anche bene.

Torna presto a vederlo. Mi manchi.

 Con amore, da tua moglie
Kirsten

Ed ora… pronti per la prossima tappa del Blog Tour!!!

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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