Sabbia bianca Book Cover Sabbia bianca
Pitti Duchamp
Romanzo rosa
15 settembre 2018
ebook, cartaceo
217

La perfezione, ecco cosa pretende l'Avvocato Leopoldo Carsini dalla vita. Quando conosce Olimpia, quello a cui mira in ogni cosa che fa si concretizza nell’azzurro intenso dei suoi occhi. Lei ha tutte le carte in regola per stargli accanto e lui la vuole, spinto da un desiderio razionale distante da ogni sentimentalismo. Ma la complessità di Olimpia si svela poco a poco, durante la ricerca di un fratello sparito nel nulla, mentre riaffiorano dispiaceri e solitudine da un passato familiare sofferto. E così, il cuore di Leo, impantanato nella sabbia di piazza Santa Croce, là dove le partite del calcio storico fiorentino danno vita a leggendari scontri tra gladiatori moderni, comincia a battere più forte. Una storia d’amore e di cambiamento con tre protagonisti: un avvocato dalla doppia faccia, una ragazza di buoni sentimenti e una Firenze sospesa tra il presente e un passato attualissimo, vissuta, graffiata, leccata e amata.

 

In Santo Spirito si trovava di tutto, specie a quell’ora di notte: drogati, spacciatori, barboni, gente che orinava e defecava dietro il sagrato della chiesa, e poi turiste straniere ubriache che attiravano troppo l’attenzione con schiamazzi e volgarità. In un locale poco vistoso una banda di giganti guardava in cagnesco chiunque si avvicinasse. L’ambiente era illuminato oltre che dalle luci soffuse dei faretti sul soffitto, anche da delle appliqui dal vetro giallo sistemate dietro ogni tavolo. L’arredamento richiamava un po’ lo stile irlandese, tavoli di legno e panche per sedersi. Al bancone i baristi spillavano Guinnes scure in boccali sempre più grandi, mentre le casse agli angoli della sala rimandavano “Losing my religion” dei R.E.M. “Bada c’è l’avvocato” lo salutò il Mastice sorpreso di vederlo sedersi con loro, con un sorriso sereno di sincero benvenuto. Era forse lui l’unico vero amico che Leo credeva di aver mai avuto, o comunque l’unico l’uomo sulla terra nel quale riponeva un po’ di fiducia. Grande e grosso come lui, serio, solido, di poche chiacchiere, con l’aria di chi avesse un mondo di incasinate ricchezze dentro e poca voglia di tirarlo fuori. “Oh Mastice, ciao bello!” Si scambiarono pacche sulle spalle e Leo come sempre gli passò una mano sulla sua testa glabra con un sorrisino di derisione. “C’è anche il Cammello, il Prete e il Lacchini”. Sarebbe stato difficile ricordarsi i nomi dei ragazzi. Chiusi in un microcosmo orgoglioso, si conoscevano tutti quasi solo per soprannome.

Perchè gli attori principali di questo avvincente romanzo sono sì Leopoldo e Olimpia, il fascinoso avvocato e la dolce ereditiera, il loro amore che nasce d’improvviso e che non avrà vita facile viste le personalità di entrambi, ma i veri protagonisti sono anche Firenze e i fiorentini, il loro orgoglio fiorentino e le contraddizioni di questa città, così minuta e così grandiosa, così accogliente e così snob al tempo stesso.

Olimpia Borromini è una donna colta e affascinante, ma subito il lettore capisce che lei non comprende fino in fondo il valore di sè stessa; all’inizio del racconto la troviamo che lavora per una “capa” (Rebecca) despotica e irriverente, e non riesce a ribellarsi nemmeno verbalmente a questa situazione. Durante lo snodarsi della trama, si comprenderanno bene le ragioni di questo suo modo di essere, che vanno ricercate nei tempi dell’infanzia, e lei stessa dovrà confrontarsi, anche se controvoglia, con le sue debolezze, per riuscire finalmente ad evolvere e vivere la vita che si merita.

Leopoldo Corsini è il bellissimo avvocato che rapisce subito gli occhi e il cuore di Olimpia;  è il classico “figo da paura”, per di più colto e di buona famiglia, che riesce sempre ad ottenere ciò che vuole. È un uomo dalle molteplici sfaccettature, se non proprio personalità, che sorprenderanno Olimpia, la renderanno a volte orgogliosa di lui e a volte timorosa; conquistarne la fiducia non sarà semplice per questo affascinante calciante che sapeva fin dall’inizio che non sarebbe stata… una caccia facile.

Lanfranco Borromini (Lanco) è il fratello di Olimpia, la quale si rivolge all’avvocato proprio a causa della sua scomparsa: deve trovarlo per sistemare questioni economiche familiari. Come personaggio appare più che altro nei ricordi d’infanzia della protagonista ed è una figura fondamentale poichè farà comprendere la psicologia di lei; inoltre le sue azioni doneranno all’intreccio quel che di suspance e mistero che renderanno il racconto ancor più interessante. Per non spoilerare, posso solo accennare che la personalità di lui è a dir poco ambigua….

Beatrice Corsini è la madre di Leopoldo,  la sua figura rappresenta proprio la parte della “Firenze bene” e il rapporto che ha con lui può sembrare conflittuale; andando avanti nel racconto, grazie anche a preziosi flasback, conosciamo le ragioni del suo essere; ne apprezziamo la signorilità e l’eleganza dei modi e soprattutto ammireremo la classe dei lei nel saper cambiare atteggiamento al momento opportuno e dimostarsi per quello che è, una vera signora.

Il Lacco, Serena, il Prete, il Cammello e Mastice sono i coprotagonisti, rappresentano un’altra delle tante facce di modi di vivere a Firenze, e con i loro comportamenti (a volte giusti a volte estremamente sbagliati) fanno da cornice perfetta ai sentimenti di Olimpia e Leopoldo e ognuno di essi avrà un ruolo preciso e determinante per il divenire degli eventi.

“Le masse di turisti che affollano la città credono di averla vista tutta da dietro gli obiettivi delle loro stupide macchine fotografiche e mi riempiono di pena perchè Firenze non solo si deve guardare, la si deve respirare, mangiare, leccare, graffiare. Per chi non è fiorentino, già avere il privilegio di inginocchiarsi davanti al David o al Perseo dovrebbe essere sufficiente per l’intera vita. Invece no, quelli vengono sperando che di Firenze gli rimanga qualcosa attaccato addosso e ripartono più poveri di prima perchè di lei invece non ci hanno capito un cazzo”

Pitti Duchamp raccontando di Olimpia e Leopoldo, di Serena e del Lacco, di Beatrice, di Lanfranco, del Mastice, del Prete e del Cammello, descritti abilmente in ogni loro parte, ci regala non soltanto un bellissimo romanzo ma la possibilità di inoltrarci in una realtà di vita e di valori che a pochi è concessa, poichè ogni personaggio rappresenta una sfaccettatura di questo micromondo che è la magnifica Firenze.

L’AUTRICE

Pitti Duchamp, classe 1981, abita in Mugello, provincia di Firenze insieme al marito e a due figli, una bambina e un maschietto.
Appassionata di storia, di burlesque, di vintage, si sente a proprio agio solo quando ha in borsa l’e-reader perchè non smette mai di leggere qualunque cosa le passi sotto le mani con incredibile voracità.
Ha pubblicato in self “La gran dama“, “L’Arabesco“, “Lupo di primavera” e “Il pugnale e la perla nera” per la serie D’amore e d’Italia. Ha inoltre partecipato a delle collane di racconti.

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Il vincitore verrà proclamato in pagina e sul blog e avrà 48h per reclamare il premio altrimenti si procederà con una nuova estrazione.

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