
10.06.2019
Alcune cose vanno fatte a caldo, nulla da eccepire .
È assolutamente vero e fondamentale ciò che dicono le persone calme e riflessive, sull’importanza della latenza, del raccoglimento, dell’introspezione. Mi trovo onestamente affine a questo approccio, più pragmatico anche, più utile, meno deleterio, più cauto… specialmente nel momento in cui le emozioni ci sono, forti, dirompenti, decise e negative.
Ma quanto è bello condividere le cose a caldo, le emozioni belle, quando sono lì che infondono positività ed energia, dalla pancia, dal petto… caricano, coccolano, irradiano.
Ecco, mi trovo nella fortunata condizione di aver ricevuto in serata un vagone intero di ottimi stimoli, mi sentirei male a lasciarli sedimentare, per andare a riposare… finalmente, dopo una lunga giornata, ma sarebbe troppo un peccato.
E allora sono qui, a scrivere di un lunedì sera, a Biella, passato in biblioteca.
Qui magari starete cominciando ad insospettirvi… vi starete chiedendo perché una persona si reca alle 21 alla biblioteca civica di Biella?
Io fossi in voi non lo farei, ma foste venuti con me in biblioteca…. Avreste passato una serata meravigliosa!!
Purtroppo solo ieri ho scoperto di questo evento, poi io sono fatto un po’ così… trovo un numero di telefono, chiamo, chiedo se si può partecipare, avviso in redazione… ed eccomi lì, fra persone importanti e super attive, giornalisti, politici, musicisti, professori… e Marco. Come minimo dovrò almeno almeno diventare dottore per continuare questa strada.
Comunque sono in biblioteca, mi guardo intorno, parlo con Paola Lavagnini, gentilissima… incontro una scrittrice importante, Anna Turotti, professoressa… poi arriva la Prefetta dottoressa Annunziata Gallo, la giornalista , scrittrice, Antonella Frontani… e Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna, Starbene, scrittrice, mamma, astronauta, maratoneta, musicista.

Ho un complesso di inferiorità? Ma no dai, la metto sull’ironia… o mi racconto che fra una decina d’anni anche io avrò fatto un po’ di cose. Comunque adesso mi domando, ma com’è che tutto questo succede, qui??
Hic et Nunc? Si , si! Qui e ora… sembra una coincidenza già interessante, non trovate?
Siamo tutti qui per la presentazione di “Come se tu non fossi femmina” edito da Mondadori, una casa editrice molto importante per chi non fosse un addetto ai lavori.

Comincia la presentazione, Annalisa racconta del suo libro, nato da un viaggio di una settimana insieme alle sue bimbe, solo donne in quell’occasione. È stato un bellissimo momento, hanno condiviso molto e soprattutto si sono raccontate, confrontate, avvicinandosi un po’. Perché quando si viaggia, è vero, i grandi diventano un po’ piccini , mentre i bimbi diventano un po’ più vecchi… è una sorta di nuovo equilibrio spontaneo quello che si viene a creare, perciò ci si ritrova più vicini rispetto a prima.
Da quel momento lì, la nostra “Wonder Woman” ha imbastito la stesura del suo libro e il risultato è proprio bello, lasciatemelo dire, non solo a livello estetico, ma anche e soprattutto per i contenuti.
Arrivare ad essere direttore di giornali importanti richiede personalità e formazione, ma la scrittrice non fa trasparire la parte tecnica, quella ciascuno di noi può costruirla al bisogno, secondo le sue personali necessità. La parte umana invece mi ha colpito molto, perché come molte di voi, è anche mamma, compagna, figlia, sorella. Una personalità poliedrica e strutturata… ben strutturata, quella della Monfreda, che si organizza per ricercare sempre la felicità, di cui noi tutti dobbiamo ricordarci.
In questo libro ne parla, di quanto sia importante ricercarla, forse lì a metà fra Sogno e Desiderio, nel Compromesso possiamo trovare gradualmente risposte alle nostre domande interiori.
Quanto sia importante rispettarsi, ascoltarsi, riposarsi adeguatamente. Di quanto sia vitale accettarsi e perdonarsi tutte le volte che qualche errore viene fatto.
Quanto sia bello mettersi in discussione, cambiare punto di vista, ascoltare i bambini… che sono saggi, molto più degli adulti in molte occasioni.
Forse dobbiamo cambiare le nostre priorità e cominciare a volerci bene, a prenderci cura di noi stessi, perché solo così, nel Benessere, saremo in grado di aiutare e consigliare le persone che ci stanno vicine.
Quanto è bello essere Entusiasti, il più possibile Positivi? Quanto fa bene a noi, alle nostre giornate, alle cose che facciamo? Questo è un bel messaggio da portare in giro… è quello che mi sono portato a casa.
E un’altra chicca che desidero condividere con voi è proprio ciò che ha raccontato Annalisa, riguardo le regole. Per essere se stessa si è trovata a mettersi in discussione molte volte, come vi dicevo, ma all’interno del suo mondo, quello del giornalismo, ci sono gerarchie, protocolli, posizioni e iter da seguire… è stato così per molto tempo.
Lei invece ha deciso di identificare tutti i limiti che vedeva, le restrizioni, le chiusure… e spazzarli via, come un uragano, pronta a prendersi la responsabilità di ciò che stava facendo. Andare oltre a ciò che per noi non è giusto è di vitale importanza, soprattutto se questo può portarci ad essere felici e realizzati.
Ha poi affrontato qualche imprevisto, perché togliere delle gerarchie per responsabilizzare tutti e collaborare in modo coeso, qualcuno l’ha spaventato. Ma il risultato adesso è che nel suo lavoro ha fatto e sta facendo molto, è un’Autorità gentile. Inoltre corre, suona, si prende i suoi spazi, scrive, cresce due bimbe, viaggia, legge….
Trovo che sia una persona molto interessante e se avrete occasione, leggete il suo libro, gli articoli sulle riviste, il blog, la pagina Facebook… d’accordo, ora devo essere onesto fino in fondo, Annalisa, ma come fai?
Io apprezzo chi è attivo, ma sei proprio un vulcano!! Bene spero vivamente di incontrarla di nuovo e di continuare ad incontrare persone così belle.
Grazie Dottoressa Monfreda, grazie a La Bottega dei Libri e grazie a me, che ho deciso di uscire stasera.
A presto, con l’intervista ad Annalisa Monfreda, autrice di “Come se tu non fossi femmina”.
Scritto da Marco Chabod.
