La verità non è figlia unica
Autoconclusivo
Contemporary Romance
PAV Edizioni
4 febbraio 2026
Cartaceo
285
Ci sono verità scomode che vengono taciute per lungo tempo perché celano crepe e fragilità difficili da accettare e gestire. La fine della storia d’amore tra Merida, giornalista e grande appassionata di musica e Orlando, affermato chitarrista rock, ha lasciato dietro di sé una scia di dubbi e questioni irrisolte.
Dopo sette lunghi anni di silenzio e distanze, il destino vuole che i due si ritroveranno nella mini tournée a cui Orlando si accinge a partire in giro per l’Italia con i Many of Horror. Merida sarà la blogger ufficiale che documenterà i giorni in cui la band sarà impegnata a emozionare i loro fan con le canzoni del loro ultimo album.
Quella sarà l’occasione per la giovane giornalista per scovare la verità su una questione irrisolta tra lei e Orlando nella quale è coinvolto anche Flavio, migliore amico di Orlando e manager dei Many of Horror che si è sempre opposto alla loro relazione creando insidie e malcontento. Flavio per Orlando è sempre stato come un fratello ma durante la tournée rivelerà la sua vera natura e da allora nulla sarà come prima. Come in un “effetto domino” una verità dopo l’altra verrà a galla.
“La verità non è figlia unica” di Mariangela Cutrone, pubblicato da PAV Edizioni è un contemporary romance che va decisamente oltre al classico romance. L’autrice, esperta nel mondo delle emozioni e dell’empatia, lo dimostra pagina dopo pagina.
Il romanzo è già stato recensito dalla collega Irene sul blog La bottega dei libri; qui mi concentro invece su un breve approfondimento dedicato ai protagonisti e alla mia percezione dello stile.
I PROTAGONISTI
Tra i tre protagonisti, quella che ho apprezzato di più è Merida. Forse perché mi è affine, ma soprattutto per il suo carattere forte, la tenacia nel seguire sogni “fuori dall’ordinario” e il coraggio di mettersi in gioco anche quando rischia di scottarsi. Ne ho apprezzato la sincerità emotiva; tra i tre protagonisti del triangolo amoroso, lei è quella che ha sempre cercato la verità e che è stata capace di fare un passo indietro per proteggere il suo cuore e quello altrui quando era il momento.
Flavio è un uomo segnato da un passato famigliare turbolento, la morte prematura dei genitori e tutto ciò che ne ha conseguito, lo hanno spinto ad indossare una maschera per sopravvivere emotivamente. Questa scelta, che tra l’altro a mio avviso per buona parte del romanzo lo rende davvero odioso agli occhi del lettore, sarà però una grande rivelazione strada facendo.
La sua “maschera” mi ha ricordato Erving Goffman, che diceva: “La vita è un palcoscenico e noi siamo gli attori sociali”. È esattamente così che ho letto Flavio nella prima metà del libro.
Orlando invece è una figura più pacata. È un sognatore che, nonostante le pressioni familiari, decide di seguire la propria strada. All’inizio sembra avere un carattere forte e “tutto d’un pezzo”, in realtà durante la lettura scopriamo tante fragilità e debolezze. E, in una circostanza importante, anche mancanza di coraggio. Con il procedere della narrazione, però, ho visto in lui una trasformazione interiore che lo porta a riscattarsi.
LO STILE
Lo stile di scrittura, come ha scritto la collega Irene, incide tantissimo sulla qualità del romanzo. Mariangela Cutrone ci serve un romanzo denso di sentimenti, di analisi del cuore: in alcuni momenti mi sono sentita in pena per ciò che accadeva, provando una forte empatia nei confronti di Merida.
Quello che mi ha convinta un po’ meno è la struttura generale: i continui passaggi tra passato e presente senza un’indicazione a volte mi hanno fatta “intoppare” nella lettura. Inoltre, tra le pagine 60 e 90 ho percepito un rallentamento, seguito da una forte accelerazione verso la fine.
CONCLUSIONE
In ogni caso, è un romanzo a cui do 4 stelle perché mi ha tenuta incollata alle pagine, mi ha fatto sentire coinvolta nelle vicende come se fossi un’amica dei protagonisti, ho gioito e sofferto con loro e credo che questo fosse proprio l’intento dell’autrice.
Credo sia un romanzo autoconclusivo, ma mi piacerebbe leggerne un seguito.

