Romance
Newton Compton
20 gennaio 2026
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Rainbow Caldwell è cresciuta in una famiglia piena d’amore. Ma quel legame così stretto con i genitori l’ha resa diversa, troppo delicata, troppo introspettiva per il mondo che la circonda. Iscritta a un campo estivo per provare a uscire dal guscio, Rainbow si sente ancora più sola… finché non incontra Aeron Wynter. Silenzioso, attento, con occhi che sembrano leggere l’anima, Aeron la capisce come mai nessuno prima e con lui nasce una connessione profonda, fatta di promesse, diari nascosti e un primo bacio indimenticabile. Ma un giorno, senza spiegazioni, Aeron sparisce. Anni dopo, Rainbow si iscrive all’università di Oxford e la sorpresa è grande nello scoprire che uno dei suoi coinquilini è proprio Aeron. Solo che ora non è più il ragazzo che ricordava: è il capitano della squadra di rugby, è freddo, distante, e sembra odiarla con una rabbia che lei non comprende. Tra sguardi che bruciano e silenzi che pesano, Rainbow cerca di ignorarlo come può. Ma il destino ha altri piani: i due sono costretti a collaborare per un corso e riscoprono il loro amore, mai del tutto dimenticato. Quando, però, il passato che li ha feriti riappare con prepotenza, Rainbow e Aeron dovranno decidere se lasciarsi alle spalle il dolore… o se riscrivere insieme la loro storia.
“La custode di melodie perdute” è un romanzo di genere romance dell’autrice Laura Rocca, edito da Newton Compton Editori, di cui abbiamo già fatto la recensione.
Pur avendo un ritmo lento, è un libro che si legge velocemente per via della scrittura fluida e scorrevole e il lessico molto semplice. Tuttavia la narrazione risulta essere troppo ripetitiva e ridondante.
Questa ridondanza, che si ritrova in tutta l’opera, a cominciare proprio dagli eventi che compongono la trama, si riscontra purtroppo anche in ogni altro elemento della storia.
Si ripetono più volte le stesse scene, gli stessi flashback, gli stessi pensieri, gli stessi comportamenti, le stesse azioni.
Le ripetizioni si susseguono anche nelle descrizioni, nell’ambientazione, per poi continuare nella costruzione dei personaggi, soprattutto quando si delineano i protagonisti.
I protagonisti
È proprio su questi ultimi, Rainbow Caldwell e Aeron Wynter, che vorrei focalizzarmi, o meglio sui loro pensieri, che predominano nella storia a discapito della narrazione vera e propria fatta di eventi.
Nonostante abbiano un’evoluzione, che si distingue con una netta linea di demarcazione tra la prima parte del testo più conflittuale e la seconda di riavvicinamento in cui inizia la loro storia d’amore, i due protagonisti finiscono per agire e pensare sempre allo stesso identico modo.
Aeron
Da parte di Aeron, che viene presentato come un ragazzo tenebroso, con un’indole ben diversa rispetto al passato, c’è, apparentemente senza alcun valido motivo, un continuo atteggiamento di indifferenza, freddezza, disprezzo e perfino odio verso Rainbow, che un tempo era la sua migliore amica o anche qualcosa di più.
“Ma ora è tornata nella mia vita.
Più donna. Più bella. Più sbagliata che mai.”
“Vive nei miei pensieri, anche se non dovrebbe più farlo.”
Rainbow
Quello di Aeron è un atteggiamento che mette a dura prova Rainbow e si scontra con lo stato di incredulità in cui riversa la dolce e sensibile ragazza, che si trova di volta in volta spiazzata di fronte a una simile condotta.
“Aeron non mi guarda più con affetto, anzi. Mi osserva come se fossi un errore che vorrebbe dimenticare.”
“Stiamo entrambi facendo la stessa cosa.
Proprio come una volta.
Come se non fosse cambiato niente.
E invece è cambiato tutto.”
“So soltanto che, a differenza di allora, lui oggi non mi tiene più la mano.
E io non ho più il coraggio di cercarla.”
Temi e struttura
Per gran parte del libro “La custode di melodie perdute” c’è qualcosa di mai rivelato che aleggia sulle vicende.
“Avverto il nostro fardello: è in tutto ciò che non è mai stato detto, che non è mai stato risolto, che continua a vivere fra noi come una pagina strappata che ha lasciato un racconto a metà.”
Il narratore è interno e il punto di vista è quello degli stessi protagonisti, che narrano in prima persona, alternandosi nei vari capitoli.
All’interno dell’opera da parte di entrambi c’è un continuo ricordare il passato, a cominciare da quando si erano incontrati per la prima volta e poi via via vengono riportati alla luce i vari momenti vissuti insieme da bambini. Anche in questi casi sono parecchie le ripetizioni.
Tanti episodi vengono menzionati in più di un’occasione forse per creare l’attesa e insinuare nel lettore il desiderio di voler scoprire che cosa sia realmente accaduto tra i due, per arrivare a svelare il mistero sul perché ci sia stato questo allontanamento, ma risulta non molto gradevole il dover leggere ogni volta la stessa cosa, ritrovandosi di fronte agli stessi ricordi, gli stessi pensieri, le stesse parole, le stesse espressioni, le stesse scene. La situazione non cambia neppure nella seconda parte della storia quando finalmente i due protagonisti si riavvicinano.
Il passato misterioso, i traumi profondi di Aeron, le incomprensioni e i malintesi, oltre ovviamente all’amore, predominano all’interno delle pagine di questo romanzo. Si parla anche di tematiche molto importanti come la violenza domestica.
Tuttavia il romanzo finisce per rivelarsi spesso poco credibile, a volte irreale e questo vale per ogni aspetto della trama, dall’inizio alla fine, sebbene per motivi diversi. Anche il finale, nonostante ci sia un colpo di scena, si rivela nel complesso abbastanza intuibile sin dall’inizio.
Commento personale
“La custode di melodie perdute” sembra essere poco originale. L’opera si presenta come qualcosa di già visto, risultando molto scontata e prevedibile, mentre alcuni aspetti dei protagonisti, così come dei personaggi secondari, o delle azioni che essi compiono, insieme, come già detto, ad alcune parti della trama, risultano a volte surreali.
Il libro è comunque piacevole avendo una prosa delicata e sensibile, ma un minor numero di pagine, eliminando le continue ripetizioni, avrebbe senz’altro giovato.
Quel che ho maggiormente apprezzato dell’opera è lo stile, avente un registro a tratti anche poetico.
Di sicuro il messaggio dell’autrice arriva forte e chiaro. Si tratta di un romance, perciò il tema principale è l’amore che supera ogni ostacolo, permettendo di coronare il sogno e la storia romantica dei due protagonisti. Questo forse basta a coinvolgere ed emozionare il lettore, seppur in piccole dosi.
Concludo con alcune espressioni particolarmente evocative:
“Sarai il mio vento che fa vorticare il primo fiocco di neve nell’aria e allora… allora sentirò la magia
dell’inverno”.
“Un incantesimo che comincia con il vento e finisce con l’arcobaleno.”
“Se esiste un posto che posso chiamare casa, è tra le sue braccia. Se esiste un momento in cui scorgo una luce nel buio della mia vita, è quando sono insieme a lei. E se esiste un modo per respirare davvero, è solo nel suo fiato che si mescola al mio.”
“Rainbow è la mia custode di melodie perdute, la depositaria segreta di ogni mio attimo felice, l’unica che riesce a farli risalire in superficie ogni volta che il suo archetto tocca le corde. Con un solo gesto, è capace di restituirmi tutto quello che ho smarrito. Mi basta guardarla suonare per tornare a essere quel bambino che si rifugiava nella sua musica: una melodia così potente da trasformare il dolore in bellezza e farmi credere, per la durata stessa di un brano, che il mondo può essere un luogo bello, persino felice. Finché lei è con me, tutto mi sembra possibile.”