“Quanto splende questo nero” di Marco Amerighi in uscita il 25 agosto 2026 per Bollati Boringhieri

Un bambino destinato all’arte
Quando Lorenzo Viani nasce, la sera di Ognissanti del 1882, in una casetta di pescatori di Viareggio battuta dal libeccio, nessuno immagina che possa diventare un artista. Né sua madre Emilia, «la Madonna dai denti sfinestrati», né suo padre Rinaldo, che ha lasciato la libertà del pastore per uno stipendio da servo nella Villa Reale dei Borbone.
Eppure quel bambino dalla chioma leonina diventerà il primo pittore espressionista d’Italia: «un Munch, senza conoscere Munch».
L’arte contro ogni convenzione
Lorenzo è nato per dipingere e lo fa ovunque: sul bancone della bottega da barbiere dove lavora, sul lungosenna di Parigi, nelle trincee della Prima guerra mondiale, tra le colline dell’esilio e tra le braccia della sua Giulia, l’unica che comprende il dramma di quel giovane combattuto tra il desiderio di essere unico e inclassificabile e quello di essere amato come gli altri.
Per quanto si impegni, però, Lorenzo non vende un quadro. Si ostina a ritrarre i poveri e i vagabondi e a dipingerli quasi esclusivamente di nero.
Un fratello d’anima
Novant’anni dopo, nella stessa città, un uomo di nome Enrico, accompagnato da un cane e da una nipotina vestita da principessa, va alla ricerca delle opere di Viani. Non è un critico d’arte né un mercante.
Da quando ha scoperto il pittore, si è messo in testa di preservarne la memoria, senza rendersi conto che l’amore per quel «fratello d’anima», dimenticato da tutti, lo sta lentamente conducendo allo stesso destino.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.