“La paghetta perfetta” di Emanuela E. Rinaldi in uscita il 28 ottobre 2022 per Il Sole 24 Ore. Il denaro è presente nella vita degli individui sin da quando sono piccoli: nelle fiabe che ascoltano, nei film che vedono, nei discorsi che si fanno in famiglia e nei messaggi che circolano sui social network. Molti genitori, però, dichiarano di non sentirsi preparati (o di non riuscire) a educare i figli a sviluppare un buon rapporto con il denaro e un giusto livello di competenze finanziarie.

Dare la paghetta o non darla? Premiare con i soldi i buoni voti a scuola e i lavoretti fatti in casa oppure no? Quali sono i fattori che influenzano il rapporto con il denaro durante l’infanzia e l’adolescenza? Ci sono tanti consigli in rete su questi temi, ma pochi sono basati su rigorosi studi scientifici. Il volume intende invece rispondere a queste domande attraverso la sintesi delle principali ricerche sui processi di educazione finanziaria. Guidata dalle domande più ricorrenti, talvolta provocatorie, poste a Debora Rosciani e Mauro Meazza dagli ascoltatori di Due di denari, Emanuela E. Rinaldi, Professoressa Associata di Sociologia dei processi culturali che da anni studia l’educazione finanziaria, risponde a dubbi e curiosità sul denaro come mediatore dei rapporti familiari.
AUTRICE
Emanuela E. Rinaldi, MSc, PhD. Professoressa Associata di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si occupa da anni di ricerche sulla cultura finanziaria degli italiani, in particolare dei bambini, dei giovani e delle donne. Collabora in gruppi multidisciplinari di lavoro per la realizzazione di progetti di educazione finanziaria destinati a diverse fasce della popolazione. E’ autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative sul denaro come mediatore dei rapporti familiari e sulla socializzazione economica.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.