“La mula e gli altri” di Alessandro Conforti in uscita il 21 febbraio 2025 per Il ramo e la foglia Edizioni

Faccende semiserie di provincia.
Galline rivoltose, un investigatore da strapazzo e fiori di stramonio che fanno rinsavire.
Una luna smozzicata da serpenti illumina il cielo d’un pollaio e del mondo, ma sono la stessa cosa.
Storie profonde e leggere, ironiche e cupe: in definitiva, semiserie.
Fantasiose grammatiche impolverate, affaccendati conciatori immersi nello sterco. Tutti provano a contare i cerchi d’un tronco per capirne l’età, ma melodie di pianoforte mescolano il tempo e rincrudiscono graffi di gioventù; un coniglio morente è il nitido presagio del domani, però qualcuno imbroglia.
Stregate metamorfosi, uditori perplessi e una nonna smemorata custode di ricordi.
Si dice che nella notte della Befana le bestie parlino. Ma chi lo ha detto?
Una mula, e tutti gli altri.
Sullo sfondo domestico d’una provincia come tante s’intrecciano le sorti di uomini e animali; li lega il filo attorcigliato del narrare, che nello scorrere ritorna, si smarrisce riprendendosi. Raccolta, sì, ma dispersa: dentro un oceano di libertà che diventa anche distanza incolmabile. Ed è proprio il racconto, imperfetta cucitura tra vicino e lontano, a farci credere ancora possibile comunicare noi.
«Era un paese piccolo, la strada dalla città arrivava simile a una schioppettata e si faceva più sinuosa salendo verso gli appennini; eravamo lì stretti tra il fiume e le colline, con l’aria ancora buona e l’acqua da farci il bagno d’estate. Era quello, il nostro mare: e per tanto tempo ho immaginato che l’oceano non potesse essere più di quei sette, otto metri che dividevano una riva dall’altra del fiume.»
AUTORE
Alessandro Conforti è nato a Parma nel 1989.
Ha pubblicato racconti sulle riviste Quattro, Alkalina, Retabloid, Squadernauti.
È autore della raccolta Le nove spine (Montag, 2023).

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.