Anteprima,  Narrativa contemporanea

Anteprima!!! in uscita l’11 febbraio “Bassotuba non c’è”, Paolo Nori, Mondadori

Bassotuba non c'è Book Cover Bassotuba non c'è
Paolo Nori
Narrativa contemporanea
Mondadori
11 febbraio 2020
cartaceo, e-book
161

 

“Un libro-rivelazione che mantiene intatta la sua freschezza narrativa e la sua attualità sentimentale.”

Parma, fine anni Novanta. Learco Ferrari, laureato in letteratura russa, suona la tromba e lavora part time come magazziniere. Tra una traduzione, una consegna e una prova con la band, cerca anche di scrivere libri. E soprattutto rimpiange i tempi in cui Bassotuba stava con lui, ora che se n’è andata… Nel racconto in prima persona delle minuscole vicende di Learco scorre un vero romanzo picaresco, una piccola epopea del quotidiano cantata con uno stile inconfondibile, diretto, divagante come la vita.

Capolavoro dell’umorismo di fine (o inizio?) millennio, Bassotuba non c’è mette in scena con gustosa ironia, ma anche con la doverosa rabbia, la generazione dell’adolescenza prolungata, dei giovani fino a trent’anni e oltre, condannati a un perenne precariato lavorativo e soprattutto emotivo. Un libro-rivelazione che mantiene intatta la sua freschezza narrativa e la sua attualità sentimentale.

Paolo Nori (Parma, 20 maggio 1963) è uno scrittore, traduttore e blogger italiano.
Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l’Università degli Studi di Parma, con una tesi sulle teorie linguistiche di Velimir Chlebnikov. Ha quindi esercitato per un certo tempo l’attività di traduttore di manuali tecnici dal russo part time. Alla redazione de Il semplice conosce Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Daniele Benati, con i quali collabora per anni, cominciando a pubblicare i suoi scritti influenzati dalle avanguardie russe e dalla scrittura emiliana.
È fondatore e redattore della rivista L’Accalappiacani, edita da DeriveApprodi. Collabora con alcuni quotidiani tra cui Il manifestoLiberoIl Foglio e Il Fatto Quotidiano e ha un blog su Il Post. Con Il manifesto i rapporti si sono poi interrotti per divergenze in merito a considerazioni politiche sulla figura dell'”intellettuale”. Il 24 marzo 2013 è stato investito da una moto presso Casalecchio di Reno ed è stato ricoverato in gravi condizioni all’Ospedale Maggiore di Bologna[1]. Si è poi ripreso.[2]. Esercita la pratica della lettura in pubblico. Gestisce un blog che usa quale palinsesto delle opere che viene via via scrivendo.

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