Anteprima,  Narrativa contemporanea

ANTEPRIMA: In uscita il 7 Marzo 2019 un nuovo inedito di Charles Bukowski

Taccuino di un allegro ubriacone Book Cover Taccuino di un allegro ubriacone
Charles Bukowski
Narrativa
Guanda
7 Marzo 2019
Ebook/Cartaceo
324

In questo inedito spiccano due imperdibili chicche: il brano in cui Bukowski rivela il vero motivo della sua renitenza alla leva e quello in cui, per la prima volta, spiega l’origine del nome Chinaski, suo alter ego letterario.

“Il rituale di scrittura bukowskiano prevede radio sintonizzata sulla stazione di musica classica, birra e pacchetto di sigarette. Oltre, ovviamente, all’eterno monito: mai mettersi alla macchina da scrivere se non si ha nulla da dire. E a giudicare da questa raccolta, inedita in Italia, il nostro Vecchio Sporcaccione ne ha ancora per tutti. Sardonico, corrosivo, ironico, in questi testi Charles Bukowski si dedica ai suoi temi più cari, diventati ormai un feticcio: le donne, il sesso, l’alcol, le corse dei cavalli, gli incontri di pugilato… Ma, a modo suo, stavolta l’autore esce dai vicoli e sale in cattedra, dispensando consigli a scrittori esordienti e non, con quella lucida, anarchica follia che non smette mai di stupire il lettore. E che è fonte inesauribile di nuove storie. Su tutte, spiccano due imperdibili chicche: il brano in cui Bukowski rivela il vero motivo della sua renitenza alla leva e quello in cui, per la prima volta, spiega l’origine del nome Chinaski, suo alter ego letterario, ovvero colui che meglio di chiunque altro sa incassare i pugni sul mento (chin) e le beffe del destino.”

 

Charles Bukowski, poeta e scrittore statunitense di origine tedesca.
Vissuto in America dall’età di tre anni, pubblica il suo primo racconto quand’è ancora molto giovane, ma rimarrà a lungo nell’ombra, dopo quella prima prova, svolgendo nel frattempo mille lavori per sopravvivere, e conducendo una vita disordinata e drammatica.
I suoi racconti, così come d’altra parte anche romanzi e poesie, muovono quasi sempre da uno spunto autobiografico.
La vita di Bukowski è stata segnata dall’alcolismo, da una grande promiscuità sessuale (che nei suoi libri è descritta realisticamente e senza eufemismi) e da molte difficoltà relazionali con le donne e gli uomini con i quali ha a che fare.
La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del cosiddetto realismo sporco, ma è forse corretto dire che Bukowski è un autore sui generis, e anzi decisamente refrattario a farsi inserire d’ufficio in una qualsiasi scuola o corrente.
Negli anni Settanta conosce finalmente un grande successo commerciale, specialmente in Europa, continente nel quale diverrà oggetto di un culto tenace e trasversale.
Viene spesso apprezzato – forse a torto – come l’esponente più autentico e originale di quella vena letteraria inaugurata da Henry Miller e proseguita dalla cultura beat, ma quel che è certo è che i suoi numerosi aficionados apprezzano nella sua scrittura la sincerità e l’insofferenza verso le soffocanti costruzioni della vita borghese.
Tra i suoi libri ricordiamo Taccuino di un vecchio sporcaccione (Notes of a dirty old man, 1969); Storie di ordinaria follia e Compagno di sbronze(tratte, entrambe, da Erections, ejaculations, exhibitions and general tales of ordinary madness, 1972); Donne (Women, 1978); Shakespeare non l’avrebbe mai fatto (Shakespeare never did this, 1979); Panino al prosciutto (Ham on rye, 1982); Musica per organi caldi (Hot water music, 1983), Pulp (1994).
All’epica e alla retorica dell’American way of life, Bukowski ha saputo opporre un vitale elogio del sesso, un penchant pericoloso ma mai dissimulato per l’alcool, e la capacità di raccontare con lingua diretta, franca e priva di orpelli la disumanizzazione indotta dalla vita nelle metropoli.

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