Dimenticare nostro padre
narrativa
66thand2nd
30 giugno 2020
cartaceo
160
Finalista XXXII edizione Premio Italo Calvino
È l’estate del 2006 a San Zenone, un paese in provincia di Ferrara. Un gruppo di ragazzini delle medie trascorre le giornate a giocare a calcio sull’argine: è questa la loro passione, il loro linguaggio. Per alcuni sarà l’ultima estate prima delle scuole superiori a Ferrara, per altri quella del primo amore, della prima sbronza, della morte del nonno. Per tutti sarà l’estate dello scoppio di «Calciopoli» e del Mondiale di Germania che scandirà il loro tempo. Eruzione, Mietitura, Il vangelo e gli altri, cresciuti tra il catechismo e i silenzi dei padri, un giorno trovano dei ragazzi pakistani che giocano a cricket nel «loro» campo, quello da calcio. Inizia così un percorso che porterà i giovani calciatori a scontrarsi tra loro e con i pakistani.
Fino a quando Zanna arriverà a mentire e calunniare pur di riconquistare il campo, portando così il gruppo a chiedersi cosa sia davvero il calcio, cosa rappresenti per loro la tradizione e cosa siano disposti a fare in suo nome. Dimenticare nostro padre ruota quindi attorno alla domanda cruciale di ogni formazione: Fino a che punto siamo noi a decidere chi siamo e quanto invece influiscono il luogo in cui siamo nati e la nostra famiglia?
Francesco Bolognesi scrive un romanzo di formazione coinvolgente, tra nazionali che si sfidano al Mondiale e culture che si incontrano (e scontrano) in un’estate emiliana afosa e piena di zanzare.

Francesco Bolognesi è nato in provincia di Ferrara nel 1994. Diplomato alla Scuola Holden e alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, lavora come regista. Ha scritto racconti per varie riviste. Dimenticare nostro padre, il suo primo romanzo, è arrivato in finale alla XXXII edizione del Premio Calvino. Vive tra Milano e Consandolo.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.