I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo Book Cover I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo
Elif Shafak
Narrativa contemporanea
Rizzoli
25/06/2019
Cartaceo, e-book
318

Elif Shafak ritorna con un romanzo duro e luminoso, dettato da una necessità ineludibile, un romanzo che ospita la realtà tutta.

 

La chiamavano Leila Tequila a casa e al lavoro, nell’edificio color palissandro sulla viuzza cieca che acciottolava giù verso il porto, annidata fra una chiesa e una sinagoga, negozi di lampadari e kebabberie: il vicolo che ospitava i più antichi bordelli autorizzati di Istanbul.Dieci minuti e trentotto secondi dopo che il cuore di Leila smette di battere la sua mente è in piena coscienza e quello che accade è sorprendente: scene cruciali della sua esistenza rivivono attraverso il ricordo dei sapori più intensi che abbia mai provato. Lo stufato della capra che suo padre aveva sacrificato per celebrare la tanto attesa nascita di un figlio maschio; la miscela di zucchero e limone che sobbolliva sul fornello, usata dalle donne per la ceretta mentre gli uomini andavano a pregare nella moschea; il caffè scuro e forte al cardamomo, per sempre legato alla via dei bordelli Leila sta morendo, ma la sua anima lavora, implorando di essere salvata mentre abbandona il corpo. Ma cosa è successo a Leila, la prostituta, trovata cadavere di fronte a un campo di calcio umido e buio, dentro un bidone dell’immondizia con i manici arrugginiti? Elif Shafak ritorna con un romanzo duro e luminoso, dettato da una necessità ineludibile, un romanzo che ospita la realtà tutta. Ed erige davanti ai nostri occhi una città lacerata e nervosa, affamata di libertà, una città femmina che salva e condanna.

 

 

Elif Shafak, Strasburgo 25/10/1971. È considerata una delle voci più importanti della narrativa turca ed è l’autrice più venduta in Turchia. Figlia di genitori separati, vive la sua infanzia e la prima giovinezza in Spagna e in Giordania, con la madre, per poi andare a vivere presso la famiglia natale in Turchia, dove diventa un’apprezzata accademica di storia mediorientale e una scrittrice. È sposata con un giornalista caporedattore del quotidiano economico «Referens».
La Shafak scrive provocatoriamente di argomenti quali il bigottismo, la xenofobia, tematiche legate al femminismo e al sufismo.
È stata processata, con la richiesta di una condanna a tre anni di prigione, per aver “offeso il buon nome della Turchia” con La bastarda di Istanbul.
Per Rizzoli ha pubblicato La bastarda di Istanbul, Il palazzo delle pulci, Latte nero, La casa dei quattro venti e Le quaranta porte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: