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Anteprima: In uscita il 14 Maggio, Il salto dell’acciuga di Nico Orengo, Einaudi.

Iil salto dell' acciuga Book Cover Iil salto dell' acciuga
Nico Orengo
Antologia
Einaudi
14 Maggio 2019
Brossura, ebook
80

“Usando il cibo, in particolare il sale e le acciughe, come filo conduttore e come sottofondo di tutto il testo, Orengo scrive un libro poetico e malinconico, coltissimo ed estremamente popolare.”

 

Il salto dell’acciuga di Nico Orengo

Con Il salto dell’acciuga, nel 1997, Nico Orengo usciva per la prima volta dai «suoi» territori dell’estremo Ponente ligure, dove aveva ambientato tutti i suoi romanzi, per spingersi verso il Piemonte seguendo una traccia antica e avventurosa: quella del commercio del sale e delle acciughe, un traffico che si perde oltre il Medioevo nella notte delle fiabe e dei miti. Orengo racconta, ricorda, intreccia notizie storiche e storie di paese, insegue mestieri perduti, odori e colori, accompagnandoci alla scoperta delle verità poetiche e umane che si nascondono nei viaggi millenari del sale e dell’acciuga. E insieme ai riti e ai canti che venivano fatti durante la preparazione della bagna caoda, ci dà del famoso piatto la «vera» ricetta.

Una storia di meticciato, di resilienza e di caparbietà, ma anche una storia che una volta in piú ci mostra con semplicità e linearità come confini e frontiere siano una cupa ossessione di chi detiene il potere e il denaro, mentre la storia di tutte le civiltà e di tutte le bellezze del mondo non può che risiedere nell’ibridazione e nella mescolanza.

 

 

Nicola Orengo è stato uno scrittore, giornalista e poeta italiano.  Ha vissuto e lavorato a Torino dov’è stato responsabile per quasi un ventennio di Tuttolibri, l’inserto settimanale de «La Stampa». Ha lavorato presso le edizioni Einaudi, per cui ha pubblicato quasi tutti i suoi scritti. È stato anche autore di filastrocche per bambini.

Non amo darmi titoli ma ne ho conseguito uno: dottoressa. Il che implica che io abbia una laurea; una soltanto, anche se i miei interessi spaziano in un territorio vastissimo che definirei " Al di là del deserto", (citando il titolo di un libro di uno dei più grandi filosofi contemporanei, a mio avviso... s'intende!!). Potrei dirvi che SONO una dottoressa, ma non lo farò, perché ESSERE qualcosa o qualcuno significa chiudersi in uno spazio troppo piccolo e privo di possibilità. Somiglio ad una cellula staminale, sono totipotente e VIVA! "So essere anche": Una leader eccellente, Moglie mai (se non per burocrazia), compagna di vita di Marco sempre, mamma, Amica, dottoressa, lettrice, studiosa, scienziata, ricercatrice, comica, autrice, artista, pessima bugiarda, Apple addicted, pasticciera, antropologa, curiosa, innovativa, testarda ....  E questa descrizione ovviamente non mi soddisfa ma: La modificherò secondo le necessità.

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