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Anteprima!!! In libreria dal 21 gennaio 2020 “Avevo 15 anni. Vivere, sopravvivere e rivivere” di Elie Buzyn, Frassinelli Editore

Avevo 15 anni. Vivere, sopravvivere e rivivere Book Cover Avevo 15 anni. Vivere, sopravvivere e rivivere
Elie Buzyn
Biografia
Frassinelli Editore
21 gennaio 2020
Cartaceo+Kindle
176

“Dimenticare il passato significa incoraggiare la sua ripetizione in futuro”

«In un momento storico in cui stiamo assistendo a fenomeni di odio e di intolleranza, testimonianze come quella di Élie Buzyn assumono un’importanza fondamentale» (dall’introduzione di Dario Disegni). Agosto 1944. Dopo un’infanzia felice in Polonia, Élie Buzyn, a 15 anni, subisce l’indicibile: la deportazione, l’assassinio dei suoi famigliari, Auschwitz e poi la marcia della morte fino a Buchenwald. 11 aprile 1945. Il campo viene liberato: e ora? Come tornare alla vita? Guidato dalle voci del passato, Élie ricostruisce altrove ciò che è stato distrutto. Da Buchenwald alla Palestina, all’Algeria e infine alla Francia, il ragazzo compie il suo viaggio di ritorno dalla morte alla vita. Élie studia, si laurea in Medicina, ricomincia a vivere un’esistenza piena e ricca, dedicata soprattutto a coloro che i nazisti avevano perseguitato: testimoni di Geova, malati psichiatrici, persone anziane, tra gli altri. E dopo tanti anni, tante esistenze salvate come medico, un giorno Buzyn capisce che è arrivato il tempo di testimoniare. «Dimenticare il passato significa incoraggiare la sua ripetizione in futuro»: questa frase, estratta dalla prefazione del suo libro, riassume il compito che Élie Buzyn si è dato. Élie testimonia ancora e ancora, a più di 90 anni, davanti agli studenti per trasmettere questo ricordo alle giovani generazioni, mentre l’antisemitismo, il revisionismo e il negazionismo rimangono drammaticamente vivi. E attraverso la sua testimonianza ci mostra che l’essere umano può non solo sopravvivere al peggio, ma rivivere senza limiti: è diventato maratoneta e ricorda con orgoglio quando, nel 2006, ha portato la fiamma olimpica.

Élie Buzyn, chirurgo ortopedico, è nato a Lodz nel 1929 ed è uno dei sopravvissuti alla Shoah. Dopo diverse peripezie, nel 1956 si stabilisce in Francia e si laurea in medicina. Il bisogno di dimenticare lo spinge a rimuovere il tatuaggio con il suo numero di matricola. Solo 50 anni più tardi deciderà di essere testimone dell’Olocausto. Nel 2014 gli viene conferita l’onorificenza di cavaliere della Legion d’onore.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.

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