Il gatto del Dalai Lama e l'arte di fare le fusa
Spiritualità
Giunti
2 ottobre 2019
Cartaceo
288
“Non guarderete più i vostri amici felini con gli stessi occhi!”

Rinpoche, la Gatta del Dalai Lama, è un’osservatrice instancabile e discreta. Da quando Sua Santità è in viaggio per lavoro, si sente un po’ sola e annoiata, ma per fortuna c’è chi si prende cura di lei: Serena, la chef dell’Himalaya Book Café; Sam, che si occupa della libreria; Ludo, l’insegnante di yoga e i monaci tibetani di Namgyal. Dopotutto, prima di andare via, il Dalai Lama le ha lasciato un compito importante: scoprire perché i gatti fanno le fusa. Scoprire il segreto della felicità. E allora non le resta che tenere le orecchie bene aperte e trarre insegnamento dalle sue piccole e grandi esperienze quotidiane e dai molti interessanti ospiti – scienziati, imprenditori, psicologi e yogi – che passano dall’Himalaya Book Café. Da ognuno di loro saprà ricavare piccole perle di saggezza valide per tutti: umani e non. Così, notte dopo notte, in attesa del ritorno del suo amato Dalai Lama, Rinpoche comincerà a capire che la felicità non si trova nel passato, ma nel momento presente e non può essere condizionata dal raggiungimento di un obiettivo futuro, perché il futuro semplicemente ancora non esiste! Scoprirà cos’è il presentismo, il principio dell’impermanenza, il grande potere della mente e dell’autocontrollo. Le ricerche moderne dell’Occidente e la saggezza antica dell’Oriente si fondono in questa lettura deliziosa che vi illuminerà l’anima. Non guarderete più i vostri amici felini con gli stessi occhi!

David Michie è nato in Zimbabwe, ha trascorso molti anni a Londra e attualmente vive a Perth. È un autore bestseller internazionale di libri di mindfulness e della serie di romanzi sul gatto del Dalai Lama. I suoi libri sono stati tradotti in 26 lingue e pubblicati in più di 40 paesi.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.