Storia del ghetto di Budapest
Narrativa
Marsilio Editori
10 ottobre 2019
Cartaceo+Kindle
208
«Le storie dei gemelli Pressburger raccontano la vita, romanzata e quindi potenziata nella sua verità, degli ebrei per lo più poveri di Budapest, prima della Seconda guerra mondiale, durante la Shoah e subito dopo la liberazione della città da parte dell’Armata Rossa.

C’è il mascalzone che rincorre le donne, e anzi se le compra, ci sono i poveri che si arrangiano, ci sono donne innamorate della propria bellezza e dei propri corpi. Ci sono le provvisorie sconfitte e le temporanee vittorie e i sogni struggenti e le lacrime copiose. E sullo sfondo si sente la lingua ungherese con forti influenze dello yiddish. Ma tutto questo viene narrato in perfetto, stupendo italiano, degno dei migliori scrittori discendenti del più classico fra i classici: Manzoni.» Wlodek Goldkorn
Sappiamo molto del ghetto di Varsavia, abbastanza del ghetto di Venezia, lo sgombero del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943 è stato mirabilmente raccontato da Giacomo Debenedetti. Ma prima dell’infanzia dei fratelli Pressburger (Giorgio e Nicola) nell’Ottavo Distretto, del ghetto di Budapest non sapevamo niente. Eppure è qui che viene raccontata un’idea di ebraismo fatta di violini, commerci, ironia e nostalgia. E si verifica, nella piccola comunità dei mercanti, una bizzarra apparizione: Jom Tow produce salsicce, sua moglie Ester vende oche e il figlio Isacco, a dar credito alla profezia del rabbino, è destinato a grandi imprese. Nell’anniversario della morte di Giorgio Pressburger, Storie del ghetto di Budapest riunisce per la prima volta le Storie dell’Ottavo Distretto e L’elefante verde.
GLI AUTORI
Nicola Pressburger giornalista economico per importanti testate, si è spento nel 1985.
Giorgio Pressburger (1937-2017), narratore, saggista, autore e regista teatrale, nel 1956 è fuggito da Budapest per rifugiarsi prima a Vienna e poi in Italia, in seguito all’invasione sovietica dell’Ungheria. Figura importante nel panorama culturale italiano e internazionale, è stato assessore alla Cultura a Spoleto – sede del Festival dei due mondi – e direttore dell’Istituto italiano di cultura a Budapest e di Mittelfest, un grande festival di prosa, musica, danza e marionette che coinvolge diciotto nazioni dell’Europa centrale. Tra le sue opere: La legge degli spazi bianchi (Marietti 1989; BUR 1992), La neve e la colpa (Einaudi 1998, Premio Viareggio), L’orologio di Monaco (Einaudi 2003, Premio Mondello; Marsilio 2017), Nel regno oscuro (Bompiani 2008), Storia umana e inumana (Bompiani 2013). Per Marsilio ha pubblicato anche Racconti triestini (2015) e il suo ultimo romanzo, Don Ponzio Capodoglio (2017). Dai suoi testi sono stati tratti tre film per la regia di Mauro Caputo: L’orologio di Monaco (2014), Il profumo del tempo delle favole (2016) e La legge degli spazi bianchi (2019). Il fratello.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.