“Il vino nei costumi dei popoli” di Corrado Corradino in uscita il 25 luglio 2025 per Edizioni Estemporanee

Se il vino non dovesse considerarsi altrimenti che come una bevanda allegra capace di annebbiare la limpidezza talora troppo importuna dell’umano cervello, oppure come il tristo lusinghiero veleno che conduce con inviti da sirena all’ultimo abbrutimento, io non avrei davvero il coraggio, parlando del vino nei costumi, di far assistere il mio gentile uditorio a una lunga sfilata di popoli tutti malfermi sulle proprie gambe. Ma per fortuna, anche trascurando le quistioni economiche e commerciali in cui il vino ha tanta parte, esso ha nei costumi dei popoli una ben altra importanza. Comincia così un viaggio colto ma mai pedante, piacevole e ironico ma senz’altro serio, sulla storia del vino nelle culture dei principali popoli che hanno abitato la terra nell’antichità, facendo arrivare fino a noi quei costumi e quei commerci legati alla produzione e al consumo del vino che a molti ancora oggi sono così cari. Un libro imperdibile il cui testo è stato scritto nel 1880, in un’edizione illustrata e curata in modo certosino.
AUTORE
Corrado Corradino (Torino, 1852-Torino, 1923) ha insegnato Letteratura italiana, tra gli altri, presso il Politecnico federale di Zurigo, in Svizzera, e l’Accademia delle Belle Arti di Torino. Letterato, poeta, critico letterario, giornalista, storico, storico dell’arte, ha scritto varie opere, inclusi libri di manualistica storica e sillogi poetiche. Tra le opere principali: Storia d’Italia del Medio Evo (476-1492), 1885; Storia d’Italia dei tempi moderni (1495-1870), 1888; Dell’arte dello scrivere, 1897-98; In morte di Edmondo de Amicis, 1909; Arturo Graf, in Nuova Antologia, 1914.
Titolo: Il vino nei costumi dei popoli
Autore: Corrado Corradino
Casa Editrice: Edizioni Estemporanee
Pagine: 80
Data di uscita: 25 luglio 2025
Genere: Guida

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.