Ci sono silenzi che non proteggono… ma condannano 🖤
Il silenzio che resta segna il ritorno di Giuliano Pasini, maestro del thriller italiano, con una storia potente e disturbante che scava nella mente dei personaggi e nelle pieghe più oscure della verità 🔎🩸
Una scomparsa irrisolta, un dettaglio rimasto nell’ombra, un’indagine sbagliata che torna a chiedere il conto ⏳
Tra dolore, ossessioni e segreti sepolti, questo romanzo trascina il lettore in un abisso emotivo dove nulla è come sembra 🕳️🖤
Perché a volte non è ciò che manca a fare più rumore…
ma ciò che resta in silenzio. 😔📚
UN DETTAGLIO RIMASTO NELL’OMBRA
UN’INDAGINE SBAGLIATA
UNA VERITÀ INACCETTABILE
GIULIANO PASINI, MAESTRO DEL GENERE, TORNA CON UN GRANDE THRILLER
CHE SCAVA NELLA PSICHE DEI PERSONAGGI CONIUGANDO PATHOS
E RIGORE DI TRAMA.
CHE SCAVA NELLA PSICHE DEI PERSONAGGI CONIUGANDO PATHOS
E RIGORE DI TRAMA.

Una baracca oscura, oltre un ponte. Una figura minacciosa avvolta nell’ombra e un bambino addormentato sotto una coperta rossa.
È così che Elena Dal Pozzo vede il figlio Mattia, scomparso da quasi un anno, durante una seduta di ipnoterapia che dovrebbe servire a farle rivivere un momento orrendo per accettarne l’esistenza senza ricorrere al torpore farmacologico in cui si rifugia sempre più spesso.
Un tempo è stata una giornalista di valore e prospettiva, era brava.
Quando è arrivato Mattia, però, ha dovuto occuparsi della famiglia. Adesso lavora per una piccola emittente locale, ascolta in loop Comfortably Numb dei Pink Floyd per anestetizzare il dolore e tutte le sere cerca di farsi del male.
Finché il suo mondo crolla di nuovo.
Una telefonata inattesa: una conferenza stampa urgente in questura sembra preludere a qualcosa di grave.
Nonostante lo stato alterato, è costretta a muoversi. Viene annunciata la scomparsa di un altro bambino. Nell’anniversario della sparizione di suo figlio. Nello stesso punto. Il passato è pronto a trascinarla di nuovo nell’abisso. Anche perché a guidare le indagini è sempre Santo Mixielutzi, noto in questura come “Sfinge”. Un uomo dallo sguardo cupo e dalle poche parole, che sembra non cedere nemmeno davanti al dolore. Un vero professionista che nasconde però un segreto, sepolto sull’isola dove è nato.
Giuliano Pasini
Nato a Zocca in provincia di Modena, è un orgoglioso uomo d’Appennino che vive a Treviso. Il suo esordio, Venti corpi nella neve, diventa subito un caso editoriale, tradotto in diversi Paesi. Seguiranno Io sono lo straniero, Il fiume ti porta via, È così che si muore e L’estate dei morti, tutti con protagonista Roberto Serra, poliziotto anomalo e dotato di grande umanità, in perenne fuga da sé stesso e dal male che lo affligge.
