“Il porto sepolto” di Giuseppe Ungaretti in uscita il 25 novembre 2025 per Mondadori

Opera d’esordio di Giuseppe Ungaretti, pietra miliare della poesia del Novecento, «coagulo mitico che contiene in nuce i simboli e le matrici figurali del suo intero percorso poetico», Il Porto Sepolto è qui commentato da Carlo Ossola, autorevole guida nel complesso percorso di “riconoscimento” e di “quête” di un giovane autore che si definiva «frutto / d’innumerevoli contrasti d’innesti». Una ricerca che il poeta realizza grazie alla tensione della scrittura raccolta nell’essenziale, al brevissimo verso scolpito nella memoria della tradizione e nella guerra di popolo. L’edizione 1916 del suo primo libro si amplia qui, secondo un progetto dello stesso Ungaretti risalente al 1919 ma mai realizzato, con i versi in francese della plaquette La Guerre, apparsa proprio nel 1919 (e poi raccolta, nello stesso anno, in clausola ad Allegria di Naufragi), e con la sezione P L M, che organicamente appartiene alle poesie francesi di Derniers Jours. Nel progetto di un Porto Sepolto bilingue prende forma il desiderio del giovane poeta di cimentarsi con i propri amici d’oltralpe, di inscriversi nel loro stesso campo di ricerca. Con queste poesie Ungaretti entra in emulo dialogo con i compagnons de route: Apollinaire, Breton, Cendrars, Jacob, Salmon, nella cornice delle avanguardie parigine; e attinge, non meno, ai grandi classici europei, in quell’«inconstant stay» del sonetto 15 di Shakespeare che sarà l’ossimoro permanente della sua poesia, come afferma nei versi di Nostalgia: «e come portati via / si rimane».
AUTORE
Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto 1888 – Milano 1970), di famiglia lucchese, trascorse infanzia e adolescenza in Egitto; dal 1912 visse a Parigi, dove entrò in contatto con il fervido ambiente culturale dell’epoca. Soldato sul fronte del Carso nella Prima guerra mondiale (esperienza da cui nacque la sua raccolta d’esordio, Il Porto Sepolto, pubblicata nel 1916), insegnò letteratura dal 1936 all’Università di San Paolo in Brasile e dal 1942 alla Sapienza a Roma. Attivo divulgatore di cultura, membro di istituzioni culturali internazionali, sicuro maestro del Novecento, affiancò alla produzione di poesia una raffinata attività di prosatore e di traduttore (da Góngora a Mallarmé, da Shakespeare a Blake). Tra le sue raccolte: Allegria di Naufragi (1919), Sentimento del Tempo (1933), Il Dolore (1947), La Terra Promessa (1950), Il Taccuino del Vecchio (1960).

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.