Per Oscar Mondadori “Due donne da buttare” di Armanda Guiducci

Le due donne “da buttare” che danno il titolo a questo dittico – riproposto per la prima volta dalla pubblicazione nel 1976 – sono un’anonima casalinga di mezza età e una giovane ex prostituta, Stellina. La loro voce e le loro storie, solo in apparenza opposte, risuonano in due monologhi accorati dai toni ora desolati, ora sarcastici, ora frenetici. La madre di famiglia esprime lo sconforto e la frustrazione del lavoro di casa, in una Milano oppressa dallo smog che diventa emblema della sporcizia del mondo intero; Stellina sembra aver saputo compiere scelte più coraggiose e consapevoli, fino a “togliersi dal giro”, ma rimane ugualmente prigioniera di una società che non riconosce alle donne dignità e valore.
Isolata prova narrativa di un’autrice dedita ad approfonditi studi sociali e antropologici, Due donne da buttare dà forma e voce alle inquietudini e alla fatica del vivere l’identità femminile, ieri come oggi. Un testo a tratti crudo, di bruciante realismo, e di perdurante vitalità.
Chi è Armanda Guiducci
L’autrice nasce a Napoli nel 1923. Allieva di Antonio Banfi, fondò nel 1955 la rivista «Ragionamenti», che diresse. Studiosa di antropologia culturale, etnologia, psicanalisi, partecipò attivamente al movimento femminista. Morì a Milano nel 1992

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!