“Come un cavallo appeso al soffitto” di Nicolas Ballario in uscita il 15 settembre 2026 per Mondadori

Che cos’è l’arte se non il tentativo folle e bellissimo di catturare l’eterno attraverso l’effimero?
Eppure, se l’arte classica o rinascimentale nel farlo ci appare comprensibile e appagante, quella contemporanea, invece, ci sembra fredda, cerebrale, provocatoria come un adolescente anche se ha già quasi un secolo, superficiale, ma anche complicatissima.
E se invece fosse solo lenta?
Gli artisti e le loro opere ci impongono di fermarci, di osservare, di giocare e di farci venire dei dubbi sul mondo e sull’esistenza.
Forse reagiamo con diffidenza e ostilità solo perché non siamo più abituati a questa incertezza e vogliamo anche dall’arte risposte veloci e senza equivoci.
In Come un cavallo appeso al soffitto, Nicolas Ballario, divulgatore e curatore d’arte, attraverso lo sguardo ironico e ingenuo del giovane giornalista protagonista di questo romanzo, ci trasporta in un’appassionante scorreria, raccontandoci, in bilico tra narrativa e saggistica, una sorprendente storia dell’arte contemporanea e le opere, le filosofie, i talenti delle grandi personalità che l’hanno popolata.
Da Cattelan a Rothko, da Hirst a Bourgeois, da Mapplethorpe a Basquiat, da Sherman a Höller, e poi Yoko Ono, Christo, Parr, Gilbert & George, Kapoor, Beuys, Buren, Warhol fino a Miuccia Prada e David Byrne.
Una storia inventata, ma verosimile, che mischia la realtà al possibile, la vivacità del romanzo all’accuratezza del saggio, e in cui epoche, correnti artistiche, morti e vivi si incontrano in un presente sospeso a Venezia.
Del resto, l’arte contemporanea è di per sé un crocevia: è politica quando serve farsi sentire, design quando occorre costruire un oggetto possibile, storia quando bisogna ricordare, musica quando i concetti non bastano.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.