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Anteprima: Bitna sotto il cielo di Seoul di J.M.G. Le Clézio. La nave di Teseo

Bitna sotto il cielo di Seoul Book Cover Bitna sotto il cielo di Seoul
J.M.G. Le Clézio
Narrativa contemporanea
La nave di Teseo
ottobre 2018
cartaceo
223

 

S’intitola “Bitna. Sous le ciel de Séoul”. Ed è il nuovo libro di JeanMarie Gustave Le Clézio. Un atto d’amore per la capitale della Corea Del Sud: il Nobel 2008 ha voluto pubblicarlo prima proprio a Seoul, in Francia a marzo per Stock. Per ispirarsi, ha girato in Metopolitana e in Bus, si è perduto nelle periferie. “Il meglio e il peggio convivono qui”, ha spiegato. “Ho trovato fra la gente le storie con cui raccontare come nasce l’amore per una città”. Corriere Della Sera

TRAMA

Bitna è una ragazzina di campagna, figlia di genitori poveri. Poiché vuole studiare, e per farlo deve andare a Seul, i genitori la mandano ospite da una zia. Ma questa, e anche la figlia più o meno coetanea di Bitna, nel corso del tempo si rivelano poco accoglienti e molto aggressive. Bitna passa così molto tempo fuori casa e in particolare in una libreria.
Qui un giorno il proprietario della libreria le mostra l’annuncio di una anziana signora, che chiede – in cambio di ricompensa – che qualcuno le vada a raccontare delle storie. Bitna accetta e così riesce ad abbandonare la casa della zia, riuscendo ad affittare una stanza, per quanto misera, nel sottoscala di un brutto palazzo di periferia: a lei sembra una reggia. La vecchia signora si fa chiamare Salomé, è immobilizzata e vuole sentire solo storie inventate: niente, e neanche una parola prima o dopo il racconto, che riguardi la realtà.
Nel frattempo Bitna inizia uno strano rapporto con l’uomo della libreria, Mr. Pak. Passano sempre più tempo insieme, escono spesso. Ma Bitna si vergogna di rivelare a lui quanto è povera e quindi anche con lui (come con la vecchia Salomé) inventa storie. Tra storie inventate, e la realtà che incombe con le sue necessità e i suoi bisogni, Bitna, sotto il cielo della grande Seul, cercherà di crescere e di affrontare il mondo.

AUTORE

Jean-Marie Gustave Le Clézio, noto come J.M.G. Le Clézio, (Nizza, 13 aprile 1940) è uno “scrittore francese e mauriziano” come lui stesso preferisce definirsi. Conosce molto presto il successo con il primo romanzo  “Il verbale” (1963). Fino alla metà degli anni settanta le sue pubblicazioni sono influenzate dalle ricerche formali della corrente letteraria del Nouveau Roman. In seguito, ispirato dalle sue origini, dagli incessanti viaggi e dalle culture degli Indiani d’America, Le Clézio pubblica dei romanzi che rimandano all’onirismo e al mito (“Deserto” e “Il cercatore d’oro”), libri con una dominante più intima, autobiografici o familiari (“L’africano”). È autore di una quarantina di opere di fantasia (romanzi, fiabe, novelle) e di saggi. Nel 2008 gli è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura, in quanto “scrittore di nuove partenze, di avventura poetica, di estasi dei sensi, esploratore di un’umanità al di là e al di sotto della civilizzazione regnante”. Dopo un primo matrimonio nel 1961 con Rosalie Piquemal, con la quale ha avuto la figlia Patricia nello stesso anno, sposa nel 1975 Jémia Jean, originaria del Marocco e madre della seconda figlia Alice. Insieme con la moglie, scrive “Sirandanes” (una raccolta di indovinelli proverbiali tipici delle isole Mauritius) e “Gens des nuages” (un diario di viaggio). J.M.G Le Clézio si dichiara molto vicino all’Islam e in particolare al Sufismo.

Lettrice oserei dire compulsiva, attraverso i libri riesco a vivere miriadi di vite diverse! Passo volentieri da un thriller ad un romanzo, da un fantascientifico ad uno storico, da un distopico ad uno psicologico, scartando solamente il genere horror, che proprio non è indicato per il mio animo sensibile. Grazie ad un casuale incontro su Instagram, ho potuto avere l’onore di entrare nel gruppo de La bottega dei libri, attraverso cui sto realizzando un mio sogno di sempre: lavorare nel mondo dei book blogger.

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