đź§âś¨ Un ritorno, una cittĂ di confine, una domanda che attraversa la vita ✨đź§
Ci sono luoghi che non sono solo geografia, ma destino. Luoghi che custodiscono la memoria, la frattura, l’identitĂ . 📍đź’
Con Alma, Federica Manzon firma un romanzo intenso e stratificato, vincitore del Premio Campiello 2024, che esplora il senso di appartenenza, le ereditĂ familiari e il peso della Storia individuale e collettiva.
In tre giorni di ritorno a Trieste, Alma attraversa le stanze del passato: le case dell’infanzia, i legami mai risolti, la figura enigmatica del padre e l’ombra di una Jugoslavia che non esiste piĂą. 🕰️đźŹ
Tra confini fisici e interiori, tra ciò che è stato e ciò che non potrà tornare, la protagonista ricompone una mappa intima fatta di perdite, affetti e scelte irrevocabili.
Con una scrittura elegante e profondamente evocativa, Alma è un romanzo che interroga chi siamo e dove sentiamo di appartenere. Un libro che non offre risposte facili, ma resta addosso come i luoghi che non si dimenticano. 📖💙

Trama
Tre giorni dura il ritorno a Trieste di Alma, che dalla città è fuggita per rifarsi una vita lontano, e ora è tornata per raccogliere l’imprevista eredità di suo padre.
Un uomo senza radici che odiava il culto del passato e i suoi lasciti, un padre pieno di fascino ma sfuggente, che andava e veniva al di là del confine, senza che si potesse sapere che lavoro facesse là nell’isola, all’ombra del maresciallo Tito “occhi di vipera”.
A Trieste Alma ritrova una mappa dimenticata della sua vita. Ritrova la bella casa nel viale dei platani, dove ha trascorso l’infanzia grazie ai nonni materni, custodi della tradizione mitteleuropea, dei caffè colti e mondani, distante anni luce dal disordine chiassoso di casa sua, “dove le persone entravano e se ne andavano, e pareva che i vestiti non fossero mai stati tolti dalle valigie”.
Ritrova la casa sul Carso, dove si sono trasferiti all’improvviso e dove è arrivato Vili, figlio di due intellettuali di Belgrado amici di suo padre.
Vili che da un giorno all’altro è entrato nella sua vita cancellando definitivamente l’Austriaungheria. Adesso è proprio dalle mani di Vili, che è stato “un fratello, un amico, un antagonista”, che Alma deve ricevere l’eredità del padre.
Ma Vili è l’ultima persona che vorrebbe rivedere. I tre giorni culminanti con la Pasqua ortodossa diventano così lo spartiacque tra ciò che è stato e non potrà più tornare – l’infanzia, la libertà , la Jugoslavia del padre, l’aria seducente respirata all’ombra del confine – e quello che sarà .
