L'angelo dei bassifondi
L'angelo dei bassifondi #1
Romance
Literary Romance
1 ottobre 2021
cartaceo, ebook
319
Orfana, Victoria Carlton viene educata dallo zio, un banchiere, a essere una signora e a contrarre un buon matrimonio. Ma la sua indole è un'altra: vorrebbe dedicarsi ai poveri nei bassifondi, suscitando così il disgusto della famiglia.
Quando lo zio muore improvvisamente, i cugini la incolpano e viene messa alla porta. Victoria si ritrova nella parte povera di York per ricominciare in un luogo pieno di pericoli.
Per combattere la solitudine, fa amicizia con donne e bambini indigenti, ma ciò comporta anche il pericolo di contrarre malattie; non solo, la minaccia di un uomo brutale potrebbe costarle tutto.
“Poteva essere in grado di parlare un po’ di francese e conoscere i re e le regine d’Inghilterra , ma queste donne sapevano come sopravvivere quando tutto era contro di loro” – “L’angelo dei bassifondi” di Annemarie Brear
Victoria, giovane donna rimasta sola al mondo, viene cacciata dalla casa dello zio dopo la sua morte improvvisa dai cugini e dalla zia. L’accusano di aver spezzato il cuore di colui che l’aveva ospitata come una figlia con le sue sconsideratezze. Queste ultime consistono nel recarsi nei bassifondi ed aiutare la povera gente non solo con il denaro, ma anche attraverso l’assistenza e la vicinanza, cosa giudicata indegna di una signorina dell’alta società. Non avendo mezzi o un patrimonio, Victoria si vede costretta a vivere in povertà come i suoi assistiti. Sarà grazie all’amore di un giovane medico filantropo e economicamente agiato, che potrà uscire da questa situazione e aiutare chi vive nell’indigenza.
“… e la signorina Carlton cos’era esattamente? Un fuoco le ardeva dentro. Aveva riconosciuto la sua stessa frustrazione, quella che deriva dall’avere molte domande e nessuna risposta” – L’Angelo dei bassifondi
Alla morte dei genitori, caduti in disgrazia a causa dei pessimi investimenti del padre, Victoria si ritrova ospite degli zii. Lo zio, era molto legato a sua madre, rivede in Victoria la sua amata sorella, perciò la ama come fosse una figlia. La cugina Stella è invece frivola, superficiale ed invidiosa, in particolar modo quando si profila all’orizzonte un bel giovane che inizia a frequentare la loro casa: Joseph Ashton. Egli è giovane e bello; è un medico che presta assistenza gratuita ai più poveri e che trova in Victoria una perfetta aiutante. Come potrebbe non essere altrimenti ? Una donna generosa, modesta e sensibile. Una delle poche signorine dell’alta società poco interessata a feste e divertimenti e attenta ai bisogni altrui. Il loro legame, provocherà non poche conseguenze…
“Devi tenerti occupata, ragazza. Nel momento in cui lasci vagare la mente, sei spacciata. Capito? Il marcio di questo posto ti entrerà dentro finché non sarai nient’altro che un guscio della persona che eri una volta” – L’angelo dei bassifondi
Il genere letterario in cui classificherei questo romanzo è storico-romance. La storia d’amore è parte integrante della trama, ma non quella principale; essa consiste nel contesto culturale inglese dell’epoca (la seconda metà dell’Ottocento), caratterizzato dalla netta distinzione tra ricchi e poverissimi. Questi ultimi ridotti alla miseria totale, senza cibo, riscaldamento e scarsità d’acqua. Si mette, poi, in evidenza la condizione femminile: le donne erano costrette a subire soprusi da uomini crudeli dediti all’alcol e senza un’occupazione.
Il linguaggio narrativo è semplice e molto scorrevole. Il ritmo rapido: si tratta di un romanzo leggibile in poco tempo, abbastanza avvincente con un buon livello di suspense. Non cela misteri da risolvere, ma suscita nel lettore coinvolgimento e curiosità nel conoscere la sorte dei suoi personaggi. Chi si aspetta un genere puramente rosa potrebbe restare deluso perché le tinte narrative sono molto più varie. La trama è abbastanza dinamica con personaggi ben delineati e credibili. Ad un certo punto, anche la forza e l’invincibilità della protagonista vengono meno.
“L’Angelo dei bassifondi” è il primo capitolo della serie “L’angelo dei bassifondi”; esiste un sequel che riprende la sorte dei vecchi personaggi e ne introduce di nuovi, ma di questo parlerò nella prossima recensione.
“Si, sono scioccata, inorridita. Eppure non posso ignorarlo. Non posso far finta che questo non esista” – L’angelo dei bassifondi
Una lettura interessante e coinvolgente: si passa da un ambiente frivolo ad uno dove si lotta per la sopravvivenza. Un racconto romanzato con una brutta realtà di base. Genera partecipazione, ma anche indignazione per il modo con il quale i più agiati vedono coloro che vivono nella miseria. I più generosi si occupano di raccolte fondi, senza però mai avvicinarsi troppo a quei luoghi di estrema povertà. I più superficiali, invece, si sentono meritevoli delle loro ricchezze come fossero premi di cui un povero non sarebbe degno. La protagonista lotta per cambiare la situazione, e non solo dall’alto della sua condizione. Ad un certo punto, infatti, si ritrova “dall’altra parte”, a vivere senza mezzi nel degrado. Un triste spaccato della mentalità sociale dell’epoca.
Credete esistano tutt’ora, nella società attuale, smaccate discrepanze di classe o è una condizione appartenente ormai al passato?
